Il recente Consiglio Regionale è finito sotto i riflettori per la gestione dei lavori, che secondo la minoranza ha mostrato arroganza e scorrettezza da parte del Presidente Occhiuto e della sua maggioranza.
La Capogruppo del Movimento 5 Stelle (M5S) in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, ha criticato aspramente l’operato, dalla convocazione fino alla chiusura della seduta.
Il nodo centrale della polemica riguarda l’inserimento, solo la sera prima della seduta, di un punto cruciale all’ordine del giorno (OdG): l’approvazione dei punti programmatici di governo. La gravità della decisione è stata aggravata dal fatto che la documentazione relativa è stata trasmessa alla minoranza soltanto poche ore prima dell’inizio del Consiglio, precludendo di fatto la possibilità di un approfondimento adeguato.
“Quello di ieri è stato un Consiglio Regionale in cui il Presidente Occhiuto e la sua maggioranza hanno mostrato, senza alcun imbarazzo, tutta la loro arroganza e scorrettezza, sia nei tempi che nei modi: dalla convocazione fino alla chiusura dei lavori,” ha dichiarato Elisa Scutellà.
Il vero motivo: sviare l’attenzione dall’aumento degli incarichi
La criticità maggiore, secondo l’opposizione, risiede nella successiva manovra: l’inversione dei punti all’OdG. La discussione sui punti programmatici è stata anticipata e svolta subito, prima di qualsiasi altra cosa. Questa mossa, a detta della Capogruppo M5S, è stata un tentativo evidente per sviare l’attenzione dal vero e più scomodo motivo della convocazione: l’aumento delle poltrone.
L’operazione consiste nell’introduzione di due nuovi assessori e due sottosegretari. La motivazione dietro l’espansione della Giunta viene ricondotta agli accordi stretti dal Presidente Occhiuto in fase pre-elettorale, patti che ora esigono il proprio compenso in termini di incarichi.
La Scutellà ha respinto con forza la narrazione di un semplice “adeguamento nazionale” per giustificare la manovra. Al contrario, ha bollato la riforma come una “legge scritta su misura per i presidenti di destra” con l’obiettivo specifico di blindare il potere grazie alla creazione di maggioranze più solide e fedeli.



