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Salute a rischio: il 50% degli italiani non rispetta le prescrizioni mediche

Un’indagine condotta da Cittadinanzattiva rivela un quadro preoccupante sull’aderenza terapeutica in Italia.

Solo il 50% dei cittadini segue in modo costante e appropriato le terapie prescritte, un fenomeno complesso che non solo compromette l’efficacia delle cure, ma genera anche un onere economico stimato in circa 2 miliardi di euro l’anno per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

I numeri della scarsa aderenza

L’Indagine civica di Cittadinanzattiva, realizzata su 547 pazienti/rappresentanti di associazioni e 2.228 professionisti sanitari, ha evidenziato una significativa fascia di popolazione che non segue correttamente i percorsi di cura. Solamente il 50% dei cittadini segue le terapie in modo costante e appropriato. Il restante 50% si divide tra chi salta le terapie raramente (35,6%), chi lo fa occasionalmente (11,5%) e un 1,5% che non le segue affatto.

Le cause: fattori psicologici e carenze strutturali

Le ragioni della scarsa aderenza sono molteplici, con una forte incidenza di fattori psicologici, come indicato dai pazienti stessi. Le motivazioni principali includono il senso di dipendenza dal farmaco (28,3%), la mancanza di motivazione (20,8%) e la percezione di non essere in pericolo reale (20,2%). Come sottolineato da Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, l’aderenza è condizionata da fattori di carattere anagrafico, sociale, economico e di stili di vita, e richiede interventi personalizzati e strutturali.

Le criticità dei professionisti sanitari

Dal lato degli operatori sanitari, emergono chiare difficoltà che ostacolano una gestione ottimale dell’aderenza. Una delle maggiori criticità è la mancanza di tempo per il dialogo, segnalata da oltre la metà degli infermieri (53,2%) e da circa la metà dei medici di medicina generale (45,9%) e dei farmacisti ospedalieri (48,5%), oltre che dal 35,3% degli specialisti. A questo si aggiungono la scarsa interazione tra colleghi e una formazione insufficiente sul tema.

Il processo di digitalizzazione procede a rilento. Sebbene gli strumenti di monitoraggio siano utilizzati dal 58,1% dei medici di medicina generale e dal 42,6% dei farmacisti ospedalieri, specialisti, infermieri e farmacisti di comunità continuano a ricorrere in gran parte a modalità tradizionali. Oltre la metà dei professionisti non dispone inoltre di protocolli strutturati.


Proposte per il miglioramento

Per invertire la rotta, le associazioni e i pazienti indicano priorità precise, focalizzate su una maggiore centralità della persona e della rete di supporto.

Le richieste dei cittadini e delle associazioni

Le associazioni indicano come priorità il rafforzamento della comunicazione medico-paziente (22%), il coinvolgimento strutturato delle Associazioni nei percorsi assistenziali (18%), la necessità di educazione terapeutica e informazione capillare (16%) e il bisogno di formazione e supporto ai caregiver e ai volontari (12%). I pazienti, in particolare, chiedono supporto personalizzato e una relazione più continua con il medico.

Il piano d’azione di Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva propone un Piano d’azione basato su quattro assi strategici per un cambiamento strutturale. Il piano prevede di riconoscere l’aderenza come indicatore Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) nell’asse Governance, potenziare l’interoperabilità e gli strumenti digitali come alert e reminder nell’ambito della Digitalizzazione, rafforzare la rete multiprofessionale e la prossimità dei servizi per l’Organizzazione dei servizi, e valorizzare il tempo di dialogo e gli interventi relazionali con il coinvolgimento di assistenti sociali, infermieri di famiglia e associazioni di pazienti per gli Aspetti relazionali della cura.

La scarsa aderenza terapeutica è un problema che incide profondamente sulla salute pubblica e sulle finanze del SSN. La soluzione risiede in un modello integrato e coordinato che metta al centro la relazione umana, supportata da strumenti digitali e una rete professionale potenziata.