HomeCostume & SocietàLa melanzana violetta di Longobardi: un...

La melanzana violetta di Longobardi: un Presidio Slow Food tra mare e montagna

Longobardi, un pittoresco borgo in provincia di Cosenza affacciato sul Tirreno, è il cuore della coltivazione della melanzana violetta, un prodotto agricolo che ha recentemente ottenuto il prestigioso riconoscimento di Presidio Slow Food.

Questa melanzana, talmente dolce da essere impiegata persino nella preparazione di panettoni canditi, rappresenta un’istituzione culinaria e agricola del territorio.

Caratteristiche e coltivazione

Longobardi, situato a circa 20 chilometri a sud-ovest di Cosenza, si estende dal livello del mare fino alle altitudini del monte Cocuzzo (oltre 1.500 metri), offrendo un ambiente agricolo variegato. Nonostante la vocazione turistica dell’area, l’agricoltura rimane predominante, con colture diffuse come cipolle rosse, fichi dottati bianchi, pomodori, fagioli e aglio.

Tuttavia, la melanzana violetta si distingue come il prodotto più amato e storicamente legato a Longobardi. Come sottolinea Andrea Porco, referente dei sette produttori che hanno costituito la cooperativa agricola Lady Violetta, è “praticamente impossibile” trovare un abitante del luogo che prediliga un’altra varietà.

La melanzana violetta è caratterizzata da una forma allungata, una buccia sottile, pochi semi e una polpa soda e poco acquosa. Le pezzature tipiche variano tra 250 e 350 grammi.

La coltivazione è condotta in verticale, grazie all’uso di tutori in legno, ferro o spago, permettendo alle piante di raggiungere fino a un metro e mezzo d’altezza. Ogni pianta è in grado di produrre dai 2 ai 3 chili di frutti.

  • Produzione totale annuale: circa 150 quintali.

  • Trapianto: tra maggio e giugno.

  • Raccolta: varia tra 60 e 90 giorni, estendendosi fino a novembre se il clima lo permette.

Un tesoro gastronomico versatile

L’avvio del Presidio Slow Food è stato accolto con entusiasmo, anche grazie al lavoro dei cuochi locali che da tempo valorizzano la melanzana violetta nelle loro cucine.

La preparazione più tradizionale e rappresentativa è senza dubbio quella delle melanzane sott’olio, un must della gastronomia calabrese preparato in quasi tutte le famiglie.

Ma la versatilità della violetta permette molti altri impieghi: può essere fritta, stufata, cotta al forno, arrostita, essiccata e, come sperimentato da Claudio Villella dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, anche candita per dolci come il panettone.

Le ricette tradizionali includono:

  • Le polpette

  • Le melanzane ripiene o fritte

  • La pasta con la salsiccia

  • La calabresella (una millefoglie con uova e formaggio di capra)

Come evidenziato dal referente del Presidio, ci vorrebbe “un ricettario intero per riportarle tutte”.

Il sostegno regionale al Presidio

Il Presidio della melanzana violetta di Longobardi è parte del progetto “Presidiamo la Calabria”, sostenuto dalla Regione Calabria. Il progetto, curato da Slow Food Italia e Slow Food Calabria e finanziato attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 21-27, prevede l’avvio di sei Presìdi Slow Food e la catalogazione di dieci prodotti dell’Arca del Gusto.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, ha sottolineato come la regione “ha tanto da offrire in termini di eccellenze e qualità agroalimentare” e l’istituzione del Presidio della melanzana di Longobardi ne è una “concreta testimonianza”.