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L’importanza di riconoscere i rifiuti elettronici nascosti tra i regali e gli addobbi delle feste

Il periodo natalizio porta con sé una crescita significativa nella produzione di rifiuti, con un incremento stimato che può raggiungere il 15% rispetto alla media annuale.

In questo scenario, Akrea S.p.a. e l’app Junker evidenziano la necessità di prestare particolare attenzione a una categoria di scarti spesso trascurata o non riconosciuta: i piccoli RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). S

i tratta di oggetti d’uso comune, spesso economici e dalla vita utile ridotta, che rischiano di essere smaltiti erroneamente nei contenitori della plastica o dell’indifferenziato.

Il riconoscimento delle apparecchiature elettroniche nascoste

Molti degli oggetti che popolano le case durante le feste sono a tutti gli effetti dispositivi elettronici, anche quando l’apparenza suggerisce il contrario. La regola fondamentale stabilisce che ogni prodotto alimentato da corrente elettrica o batterie, una volta giunto a fine vita, debba essere classificato come RAEE.

Tra gli addobbi natalizi, rientrano in questa categoria le ghirlande luminose, le decorazioni a led per esterni, le statuine del presepe in movimento e le candele senza fiamma. Una gestione corretta prevede il conferimento presso i centri di raccolta comunali o, per i dispositivi inferiori ai 25 cm, il ricorso al servizio “Uno contro Zero” presso i grandi rivenditori di elettronica. È inoltre fondamentale rimuovere le batterie e smaltirle negli appositi contenitori prima di consegnare l’apparecchio.

I regali di tendenza e i materiali da recuperare

La lista dei potenziali RAEE si estende ai regali tecnologici e agli accessori ludici. Oggetti come biglietti augurali sonori, peluche interattivi, occhiali smart, tracker tag e persino cerchietti luminosi a tema natalizio richiedono uno smaltimento specifico. Al contrario, elementi puramente decorativi come il classico Babbo Natale in plastica da balcone, privo di componenti elettriche, vanno destinati alla raccolta indifferenziata.

Identificare correttamente questi rifiuti è essenziale non solo per evitare la contaminazione delle altre frazioni della differenziata, ma soprattutto per consentire il recupero di materie prime critiche. All’interno di questi piccoli dispositivi sono infatti presenti metalli preziosi e risorse strategiche come rame, alluminio, litio, cobalto e terre rare, il cui riciclo riduce l’impatto ambientale legato all’estrazione di nuovi materiali. L’utilizzo di strumenti digitali di supporto può aiutare a risolvere i dubbi interpretativi, garantendo il rispetto delle normative locali e promuovendo un’economia più circolare.