Il percorso artistico e umano di Dario Brunori approda sul piccolo schermo. Dopo l’anteprima alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione “Special Screening”, il documentario Il tempo delle noci viene trasmesso su Rai 3 la notte del 25 dicembre, intorno a mezzanotte.
L’opera, diretta da Giacomo Triglia, esplora l’universo creativo del cantautore calabrese, segnando un nuovo capitolo del lungo sodalizio professionale tra il regista e l’artista.
Un viaggio tra crisi e rigenerazione
Al centro della narrazione si trova la genesi dell’ultimo progetto discografico di Brunori Sas. Il documentario non si limita a documentare la produzione musicale, ma scava nelle fragilità di un uomo che attraversa una fase di profonda riflessione. Dubbi, crisi d’identità e la ricerca di un significato rinnovato, sia nella sfera privata che in quella pubblica, costituiscono il filo conduttore di un racconto che si snoda tra momenti di tensione creativa e necessità di cambiamento.
Accanto a Brunori emerge la figura di Riccardo Sinigallia, produttore artistico e guida in un cammino costellato di dialoghi serrati, memorie condivise e trasformazioni. Il film cattura l’essenza di questo confronto, portando lo spettatore dentro le sessioni di registrazione e dietro le quinte di appuntamenti prestigiosi come il palco del Festival di Sanremo.
Una produzione tra territorio e narrazione d’autore
Il ritratto che emerge è quello di un artista che accoglie le proprie incertezze per trasformarle in uno strumento di rigenerazione. La pellicola restituisce l’autenticità di un percorso che non nasconde le difficoltà, ma le integra nel processo di crescita personale e professionale del cantautore.
Presentato da Rai Documentari e prodotto da Pier Giorgio Bellocchio insieme ai Manetti bros. e Désirée Manetti, il lungometraggio è una produzione Mompracem realizzata in collaborazione con la Calabria Film Commission.



