Venerdì 2 gennaio 2026 resterà una data storica per la diocesi di Rossano-Cariati. Nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita si è tenuta la solenne cerimonia di apertura del Tribunale diocesano, l’organismo incaricato di condurre l’inchiesta canonica su un presunto miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Madre Isabella De Rosis, fondatrice delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.
Il rito d’apertura e il giuramento
La sessione è stata preceduta dalla celebrazione dei Primi Vespri, presieduti dall’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise. Durante la prima seduta ufficiale, i membri dell’organo giudicante hanno prestato giuramento secondo le norme del diritto canonico. Monsignor Aloise ha ricordato come questo atto non sia una ricerca dello straordinario fine a se stessa, ma un esercizio di “discernimento prudente e obiettivo” per riconoscere i segni dell’azione divina nella storia.
Il profilo spirituale della Venerabile
Nata a Rossano nel 1842 da una famiglia aristocratica, Madre Isabella De Rosis ha dedicato la propria vita alla riparazione e all’amore verso il Sacro Cuore di Gesù. Nel 1875 fondò la Congregazione che oggi porta avanti il suo carisma. L’arcivescovo ne ha tratteggiato la figura come quella di una donna totalmente donata a Dio, capace di vivere con umiltà e abbandono fiducioso anche i momenti più duri di silenzio e prova.
La composizione del Tribunale
I lavori del Tribunale, affidati alla guida dello Spirito Santo, vedono impegnati professionisti e religiosi nel compito di raccogliere prove e testimonianze. La squadra è così composta:
- Don Giuseppe Scigliano: Delegato episcopale
- Don Nicola Alessio: Promotore di Giustizia
- Don Giuseppe Straface: Notaio attuario
- Suor Sheena Joseph Maliyakal: Postulatrice
Un cammino di fede condiviso
Alla cerimonia hanno partecipato la Madre Generale dell’Istituto, suor Tina Salierno, insieme a numerose religiose, presbiteri e fedeli. La sessione si è conclusa con un corale ringraziamento a chi sostiene questo cammino verso la beatificazione con la preghiera. La speranza della comunità è che l’esempio di Madre Isabella, tornata alla casa del Padre nel 1911, continui a ispirare la Chiesa nel cercare ciò che è santo e nel vivere ogni gesto come un atto d’amore per il mondo.



