Il nuovo anno inizia sotto il segno della protesta per il settore della mobilità italiana. Una serie di agitazioni sindacali a catena sta colpendo duramente il sistema dei trasporti nazionale, frammentandosi tra realtà locali, provinciali e regionali e preannunciando una settimana di estremo disagio per migliaia di cittadini.
L’apertura della crisi ha visto come protagonisti l’Abruzzo e la Campania. Nella regione adriatica la mobilitazione ha coinvolto in modo massiccio il personale della società Tua, con ripercussioni evidenti nei nodi di Pescara, Chieti, Teramo e Lanciano. Contemporaneamente, Napoli e la sua provincia hanno dovuto affrontare il blocco totale delle linee vesuviane gestite dall’Eav. Anche il Nord non è rimasto immune, con i disagi registrati a Bolzano a causa dell’astensione dal lavoro dei dipendenti Sasa.
La giornata di venerdì 9 gennaio si preannuncia altrettanto complessa, spostando il fulcro delle tensioni verso i cieli. Gli scali di Milano Linate e Malpensa saranno i più colpiti a causa dello sciopero di 24 ore del personale di Swissport Italia e Airport Handling. A questo si aggiunge la protesta delle assistenti di volo: le lavoratrici di EasyJet incroceranno le braccia per l’intera giornata, mentre per Vueling è prevista una sosta di 8 ore.
Il momento di massima criticità per il Paese coinciderà però con il fine settimana, quando la protesta si sposterà sulle rotaie a livello nazionale. Dalle ore 21:00 di venerdì 9 fino alle 21:00 di sabato 10 gennaio, il personale delle Ferrovie si fermerà, mettendo a rischio i collegamenti su tutta la penisola. Trenitalia ha cercato di limitare l’impatto comunicando le fasce di garanzia per il trasporto regionale, previste per sabato 10 gennaio dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00.
L’azienda ha tuttavia espresso preoccupazione per l’andamento della circolazione, dichiarando ufficialmente in una nota che “tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione”. Gli effetti negativi, secondo i vertici ferroviari, potrebbero infatti manifestarsi anche prima dell’inizio ufficiale e protrarsi oltre il termine dell’agitazione. A complicare ulteriormente la situazione sabato sarà lo sciopero di 8 ore degli addetti alla manutenzione delle infrastrutture di Rfi, rendendo il quadro della mobilità nazionale estremamente fragile in questo primo scorcio di 2026.



