HomeSportCalcioCatanzaro e Cosenza, un bilancio alla...

Catanzaro e Cosenza, un bilancio alla fine della prima metà di stagione

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sia la Serie B che la Serie C entrano nella fase in cui i numeri iniziano a pesare davvero: la prima metà di stagione è ormai alle spalle e le classifiche offrono un quadro più attendibile delle reali ambizioni delle squadre. È il momento dei bilanci, delle prime valutazioni serie e delle proiezioni sugli obiettivi. In Calabria il focus è inevitabilmente su Catanzaro e Cosenza, due piazze legate da una rivalità storica ma, in questo campionato, impegnate su binari differenti: i giallorossi stanno disputando la loro 31ª partecipazione in Serie B, mentre i rossoblù sono ripartiti dalla Serie C dopo sette stagioni consecutive tra i cadetti. Due percorsi diversi, ma con un elemento in comune: entrambe le squadre, per qualità della rosa e rendimento mostrato finora, possono realisticamente guardare ai playoff come obiettivo concreto della seconda metà di stagione.

Catanzaro, l’effetto Aquilani e la risalita dopo un avvio complicato

La stagione 2025-2026 del Catanzaro è iniziata con un cambio tecnico importante: l’11 giugno 2025 viene annunciata la risoluzione con Fabio Caserta, e il 18 giugno la società ufficializza Alberto Aquilani. Una scelta di rottura e di prospettiva, che però nelle prime settimane non ha prodotto immediatamente i risultati sperati. L’avvio di campionato è stato infatti caratterizzato da un ritmo lento: sei pareggi e due sconfitte nelle prime otto giornate, una striscia che aveva già acceso il dibattito sulla bontà del progetto. In quel frangente la scelta della società è stata determinante: il ds Ciro Polito e la proprietà hanno confermato fiducia al tecnico, evitando ribaltoni e consentendo al Catanzaro di trovare progressivamente identità. E i fatti, alla lunga, hanno dato ragione alla dirigenza: la squadra ha iniziato a ingranare, mettendo insieme strisce di successi (prima tre vittorie consecutive, poi una seconda serie ancora più significativa di cinque vittorie di fila, spezzata soltanto dalla sconfitta contro la capolista Frosinone). È proprio lì che si “misura” il salto: non tanto nel battere le medio-piccole, quanto nel restare competitivi anche al cospetto di chi lotta per il vertice. Oggi il Catanzaro è stabilmente nella parte alta della classifica: quinto posto con 31 punti in 19 partite, pienamente dentro la zona playoff, a ridosso del Palermo quarto (34) e con un margine interessante rispetto alle inseguitrici. Un piazzamento che racconta di una squadra che non solo ha assorbito l’impatto del nuovo allenatore, ma ha anche trovato continuità e solidità, elementi imprescindibili in un campionato complicato come la Serie B. E sul piano delle percezioni esterne (come quote e valutazioni “di mercato sportivo”), emerge un dato interessante: visitando la sezione relativa alla Serie B dei principali siti per scommettere ad inizio 2026 tra quelli consigliati da oddschecker Italia si noterà immediatamente come il Catanzaro sembri navigare nella terra di mezzo, tra una salvezza tranquilla e il sogno promozione raggiungibile tramite playoff. Una definizione che fotografa bene lo status attuale dei giallorossi: non favoriti assoluti per salire, ma squadra che può diventare scomoda per chiunque negli spareggi.

Cosenza, la ripartenza in Serie C tra contestazione e ambizioni

Se Catanzaro sta provando a consolidarsi tra le realtà di vertice della B, il Cosenza sta affrontando un passaggio più delicato: dopo sette stagioni consecutive in Serie B, i rossoblù sono tornati in Serie C, una retrocessione che ha inevitabilmente lasciato ferite a livello di ambiente e di entusiasmo. La ripartenza è stata segnata da una vera e propria rifondazione: il 2 luglio 2025 la società annuncia la risoluzione con Massimiliano Alvini, e il giorno successivo viene sollevato dall’incarico il ds Gennaro Delvecchio. L’11 luglio arriva Fabio Lupo come nuovo direttore sportivo, mentre tre giorni dopo viene ufficializzato Antonio Buscè come allenatore. Ma, al di là degli aspetti tecnici, è il contesto a fare la differenza: la stagione è cominciata in un clima di forte contestazione nei confronti della proprietà e del presidente Guarascio. Una protesta strutturata, non episodica: i gruppi organizzati delle due curve hanno annunciato che non avrebbero presenziato al Marulla nelle gare interne, seguendo la squadra solo in trasferta, proprio come accaduto nel finale della stagione precedente. Un segnale pesante, che incide su “temperatura emotiva” e percezione dell’annata. Nonostante ciò, sul campo il Cosenza ha trovato una forma di solidità. La classifica del Girone C vede i rossoblù al quinto posto con 36 punti in 20 partite, subito dietro Salernitana (38) e in piena bagarre con Casertana e Monopoli. Anche la sequenza dei risultati conferma un rendimento complessivamente positivo, con vittorie di spessore e una buona capacità di reagire: emblematico, ad esempio, il successo contro il Benevento, così come i punti ottenuti in diverse gare chiave della prima metà di stagione. L’ultimo scivolone, lo 0-2 con il Monopoli, non cancella quanto di buono costruito: in Serie C, dove l’equilibrio è elevatissimo e le settimane “storte” capitano anche alle corazzate, la differenza la fa soprattutto la tenuta mentale e la continuità nei cicli di partite

Obiettivi realistici: playoff nel mirino, ma servono continuità e lucidità

A questo punto della stagione, con i numeri sul tavolo, l’obiettivo più realistico per entrambe è la partecipazione ai playoff. Per il Catanzaro, il percorso in Serie B ha già assunto i contorni della solidità: la squadra è quinta, ha scavalcato la fase di assestamento e ora può legittimamente puntare non solo a partecipare agli spareggi, ma anche a ottenere un piazzamento che garantisca un tabellone più favorevole. In una Serie B dove davanti corrono Frosinone, Venezia e Monza, i playoff rappresentano il vero terreno in cui una squadra organizzata può sorprendere. Per il Cosenza, il discorso è simile ma con una pressione diversa. Restare in Serie C sarebbe un fallimento sportivo per una piazza reduce da anni di cadetteria, ma allo stesso tempo inseguire la promozione diretta sembra un miraggio vista la concorrenza forte in testa (Benevento e Catania su tutte). I playoff, quindi, diventano la strada “naturale”: una strada lunga e insidiosa, ma praticabile. Il punto, per entrambe, è arrivarci nel modo giusto: il Catanzaro deve evitare cali e gestire la pressione da parte alta, il Cosenza deve reggere un clima ambientale complesso e trasformarlo in energia agonistica, senza disperdere punti in partite abbordabili. La seconda metà di stagione, insomma, dirà se i percorsi delle due calabresi potranno convergere in un finale ambizioso: non per forza con la promozione immediata, ma con un traguardo pienamente coerente con quanto mostrato finora. E cioè, giocarsi tutto ai playoff.