L’intervento di ammodernamento dello stadio comunale San Vito – G. Marulla finisce al centro di una dura polemica politica a Cosenza.
I gruppi consiliari di minoranza hanno sollevato forti perplessità sulla gestione dei procedimenti amministrativi, puntando il dito contro quelle che definiscono singolari anomalie nelle fasi di affidamento della progettazione e di aggiudicazione dell’appalto integrato.
Al centro della contestazione non c’è solo il merito tecnico dell’opera, attualmente limitata all’avvicinamento delle curve al campo, ma la trasparenza stessa dell’azione amministrativa guidata dal Sindaco Caruso.
Il nodo del compenso sotto soglia
La prima questione sollevata dai consiglieri Francesco Caruso, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro riguarda l’affidamento diretto della progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE) allo studio Gau Arena Architectural Design. Secondo l’opposizione, l’importo di circa 131.000 euro risulterebbe sospettosamente al di sotto della soglia dei 140.000 euro, limite che consente di procedere senza gara.
Il dubbio dei consiglieri è che sia stato applicato uno sconto d’ufficio sulla parcella, calcolata su un valore dei lavori di circa 5 milioni di euro, proprio per evitare una procedura competitiva. Durante una recente commissione Lavori Pubblici, il Dirigente competente avrebbe ammesso l’applicazione di tale riduzione. “Siamo al paradosso: invece di chiedere un ribasso all’operatore economico concorrente o affidatario di un appalto, si applica d’ufficio un preventivo sconto a base della stima del corrispettivo”, denunciano i rappresentanti della minoranza, ipotizzando l’uso di un espediente per favorire uno specifico operatore.
Annunci social e gare ancora aperte
Ulteriori dubbi riguardano la fase di aggiudicazione dei lavori all’Ati composta da Ceta spa e impresa Nervoso. I consiglieri segnalano una discrasia temporale tra le comunicazioni ufficiali e lo svolgimento della gara. Risulterebbe infatti che l’Assessore ai Lavori Pubblici abbia annunciato l’approvazione del progetto via social prima ancora che si tenesse l’ultima seduta di gara, prevista per il 29 dicembre scorso, necessaria per la verifica degli atti amministrativi.
Questa circostanza ha spinto l’opposizione a chiedere spiegazioni urgenti: “Appare alquanto strano che nel perdurare della procedura di gara il Rup avesse già individuato il vincitore della stessa”. La minoranza richiede che il Sindaco e la Segretaria Comunale, in qualità di garanti della legalità, forniscano motivazioni rigorose in sede di Commissione Controllo e Garanzia.
La minaccia del ricorso all’ANAC
L’opposizione ha chiarito che non intende arretrare, richiamando precedenti interventi come quello sulla strategia di comunicazione integrata, poi revocata. Se i chiarimenti richiesti non dovessero risultare soddisfacenti, i consiglieri si dicono pronti a investire della vicenda le autorità competenti, inclusa l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC).
“Saremo sentinelle vigili e intransigenti”, hanno ribadito i firmatari della nota, sottolineando come la correttezza dei prezzi di riferimento e il rispetto dei principi di imparzialità non possano essere derogati dalla discrezionalità politica o tecnica.



