Il diritto alla casa emerge come una delle principali emergenze sociali della Calabria, trasformandosi in un tassello fondamentale per contrastare la fuga dei talenti e favorire il rientro delle competenze.
Secondo la Uil Calabria, non si tratta più di una semplice questione edilizia, ma di un pilastro strategico che deve integrarsi con le politiche del lavoro e dello sviluppo territoriale.
Mariaelena Senese, Segretario Generale della Uil Calabria, sottolinea con forza questa connessione: “In Calabria il tema della casa non può essere affrontato come una politica settoriale o residuale, ma deve essere inserito all’interno di una strategia più ampia che tenga insieme lavoro, sviluppo territoriale e coesione sociale. L’abitare non è la causa dell’emigrazione giovanile, ma è uno dei fattori decisivi che potrebbero condizionare la possibilità di restare o di tornare”.
L’assenza di un’offerta abitativa adeguata rischia infatti di vanificare ogni sforzo per attrarre lavoratori qualificati. Senese spiega che “anche in presenza di opportunità occupazionali, senza un’offerta abitativa adeguata, il rientro dei giovani resta fragile, temporaneo o viene del tutto rinviato. La casa diventa così il punto di snodo tra lavoro e radicamento territoriale”.
La proposta del sindacato: un piano di housing sociale innovativo
Per rispondere a questa crisi, la Uil Calabria ha elaborato una proposta concreta di housing sociale che si ispira ai migliori modelli europei. Il piano prevede l’accesso ad alloggi di proprietà pubblica riqualificati, offerti a canone calmierato per un periodo pluriennale. L’elemento di novità è rappresentato dalla possibilità di riscatto: dopo un periodo di 8-10 anni, i canoni versati verrebbero conteggiati come anticipo per l’acquisto dell’immobile.
Questa strategia punta a trasformare le risorse FESR-FSE+ in investimenti strutturali, coinvolgendo potenzialmente anche la Banca Europea degli Investimenti (BEI) e attivando partenariati pubblico-privati. L’obiettivo è offrire stabilità a chi decide di scommettere sul territorio calabrese, invertendo una tendenza economica drammatica.
I dati del CNEL citati dal sindacato sono infatti impietosi: tra il 2011 e il 2024, il Mezzogiorno ha sussidiato il Nord con 148 miliardi di euro in termini di capitale umano. In questo scenario, la Calabria ha subito perdite quantificabili pari al 70% del proprio PIL.
Una scelta necessaria per il futuro della regione
La segretaria Senese conclude con un appello alla politica regionale affinché il tema della casa diventi una priorità assoluta dell’agenda di governo: “Ogni giovane che rientra è una storia che ricomincia. Ogni casa che si riapre è una luce accesa in un territorio che rischia di spegnersi. La vera domanda non è se possiamo permetterci una politica abitativa ambiziosa, anche più di quella nazionale, ma se possiamo permetterci di non farla”.



