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Emergenza assalti ai bancomat in Calabria: il grido d’allarme di First Cisl

La Calabria si trova ad affrontare una preoccupante escalation di attacchi agli sportelli Atm, una situazione che ha spinto First Cisl Calabria a richiedere interventi urgenti e strutturati.

Il fenomeno sta colpendo con particolare ferocia i piccoli centri delle aree interne, trasformando quelli che dovrebbero essere presidi di servizio in bersagli per la criminalità organizzata.

Il sindacato avverte che questa ondata di violenza non rappresenta solo un danno economico, ma una vera minaccia per l’incolumità dei lavoratori e per la tenuta sociale dei territori più isolati.

L’evoluzione delle modalità d’attacco suggerisce una pianificazione sempre più accurata, che potrebbe presto estendersi dai borghi rurali ai centri urbani di maggiori dimensioni. Il timore espresso dai rappresentanti dei lavoratori è che il raggio d’azione della malavita possa ampliarsi ulteriormente. Non si può infatti escludere che, dopo i bancomat, l’attenzione si sposti direttamente sulla sicurezza fisica delle filiali, mettendo a rischio il personale che opera quotidianamente all’interno degli istituti.

Di fronte a questo scenario, First Cisl Calabria ha rivolto un appello chiaro sia alle istituzioni che ai vertici delle banche. Da un lato si richiede alle autorità un potenziamento immediato del controllo del territorio per intercettare i movimenti delle bande organizzate; dall’altro si sollecitano le direzioni generali degli istituti a non lesinare sugli investimenti per la vigilanza e sui sistemi di difesa degli sportelli.

La questione assume una rilevanza ancora più profonda se inserita nel contesto della desertificazione bancaria che sta già svuotando la regione. In molti comuni calabresi, lo sportello automatico è rimasto l’ultimo legame tangibile con il sistema finanziario. Perdere anche questo presidio a causa dell’insicurezza significherebbe condannare intere comunità all’isolamento totale. Difendere gli Atm significa, dunque, difendere il diritto dei cittadini delle aree interne ad accedere ai servizi minimi essenziali.