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Ciclone Harry, scontro sulle risorse per la Calabria: Avs attacca il governo

La gestione dell’emergenza post-ciclone Harry accende lo scontro politico tra la giunta regionale e l’opposizione.

Mentre il presidente Roberto Occhiuto accoglie con favore i provvedimenti governativi, l’Alleanza Verdi Sinistra definisce la risposta istituzionale del tutto inadeguata rispetto alla portata dei danni subiti dal territorio calabrese, sardo e siciliano.

Risorse insufficienti e disparità territoriale

Secondo Fernando Pignataro, esponente di Avs, lo stanziamento previsto rappresenta solo una minima parte di quanto necessario per la ricostruzione. Il politico sottolinea come la ripartizione dei fondi lasci la Calabria con risorse giudicate irrisorie. “Cento milioni di Euro (divisi in tre: 33 per la Calabria) a fronte di danni incalcolabili, solo un miliardo e mezzo nella sola Sicilia, a detta del presidente di quella Regione. Quando si tratta del Sud siamo sempre alle briciole, al tentativo di fare propaganda sul nulla”, ha dichiarato Pignataro in una nota ufficiale.

La critica si estende alla gestione complessiva dei territori meridionali, evidenziando una sproporzione evidente tra le distruzioni lasciate dal maltempo e gli investimenti messi in campo per il ripristino della normalità.

La denuncia dello scempio ambientale e del dissesto idrogeologico

Il passaggio dell’evento climatico estremo ha riportato in primo piano le fragilità storiche della regione, caratterizzata da un uso del suolo considerato selvaggio. Per l’opposizione, le piogge torrenziali hanno confermato i pericoli derivanti da decenni di politiche permissive. Pignataro punta il dito contro “uno scempio ambientale, naturale e paesaggistico, con l’arrembaggio all’uso del suolo, abusi edilizi sempre tollerati e condonati, anche quelli a ridosso del mare e nei letti dei fiumi (Soverato non ha insegnato nulla), dissesto idrogeologico e fragilità del territorio”.

In questa prospettiva, la crisi climatica agisce come acceleratore di problemi strutturali mai risolti, rendendo urgente un cambio di paradigma che metta al centro la tutela del paesaggio e la prevenzione del rischio idraulico.

Proposte per il futuro: stop al Ponte e investimenti nel risanamento

La ricetta proposta da Alleanza Verdi Sinistra prevede l’abbandono definitivo dei grandi progetti infrastrutturali considerati non prioritari, a partire dal collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. L’evento climatico recente è visto come la “pietra tombale sul progetto demente del Ponte sullo Stretto”. La richiesta è chiara: spostare i fondi accantonati per tale opera verso un piano straordinario di bonifiche, riforestazione e consumo di suolo zero.

Queste attività rappresenterebbero la vera grande opera pubblica utile al territorio, capace inoltre di generare nuova occupazione. Un ammodernamento infrastrutturale basato sul riassetto idrogeologico potrebbe offrire opportunità lavorative concrete a giovani professionisti e maestranze, contrastando il fenomeno dell’emigrazione giovanile che impoverisce il tessuto sociale del Mezzogiorno.

La sfida politica alla giunta Occhiuto

L’attacco di Avs non risparmia il vertice della Regione, accusato di una tardiva presa di coscienza dei problemi del territorio. “L’Alleanza Verdi Sinistra sfida il presidente Occhiuto, che sembra uscito da un grande sonno durato anni quando scopre un territorio debole e degli abusi edilizi, ad assumere posizioni forti rispetto ad un governo che si deve assumere le proprie responsabilità nei confronti dei calabresi”, conclude la nota. Secondo l’opposizione, è necessario individuare le responsabilità politiche per il taglio ai fondi di coesione e per la mancata risoluzione dei divari ambientali che continuano a penalizzare la Calabria.