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Blitz dei carabinieri nel Vibonese: otto denunce per violazioni sulla sicurezza e lavoro nero

L’attività di vigilanza sul territorio calabrese prosegue con una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Tutela Lavoro di Napoli e del NIL di Vibo Valentia.

Con il supporto delle Stazioni di Spilinga, Zungri e Pizzo, i militari hanno eseguito una serie di ispezioni mirate a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, concentrando l’attenzione su diverse realtà produttive della provincia.

Verifiche nei cantieri e nelle imprese locali

L’azione ispettiva ha interessato numerosi comuni, tra cui Vibo Valentia, Ricadi, Zungri, San Gregorio d’Ippona, Rombiolo e Pizzo. Al centro dei controlli sono finiti soprattutto i cantieri edili e le imprese locali, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di prevenzione degli infortuni e la regolarità contrattuale delle posizioni lavorative. Il monitoraggio ha permesso di far emergere un quadro di diffuse irregolarità nella gestione delle attività imprenditoriali della zona.

Otto persone deferite alla Procura della Repubblica

L’esito degli accertamenti ha portato alla denuncia di otto persone alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Le contestazioni riguardano plurime violazioni penali e amministrative legate alla sicurezza dei lavoratori e alla presenza di manodopera non dichiarata. Delle otto aziende sottoposte a verifica, ben sette sono risultate non in regola con i parametri previsti dalla legge, confermando la necessità di interventi costanti per la tutela dei diritti dei lavoratori e dell’integrità fisica nei siti produttivi.

Lavoro nero e sospensione delle attività

Durante le operazioni sono stati controllati 18 lavoratori, tra i quali sono stati individuati quattro impiegati totalmente in nero. A causa della gravità delle mancanze riscontrate, i militari hanno adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per tre delle aziende ispezionate. Questa misura, prevista dalla normativa nei casi di gravi violazioni sulla sicurezza o di elevata percentuale di lavoro irregolare, rimarrà in vigore fino alla regolarizzazione delle posizioni e al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Sanzioni amministrative e ammende pecuniarie

Il bilancio economico dell’operazione è significativo. Sono state applicate ammende per un totale di 25.044,81 euro, a cui si aggiungono sanzioni amministrative per 23.100 euro. Complessivamente, le somme dovute dalle imprese irregolari superano i 48.000 euro. L’intervento testimonia l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel monitorare il rispetto delle regole nel mercato del lavoro, agendo severamente contro le pratiche che mettono a rischio la salute dei dipendenti e alimentano l’economia sommersa.