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A Catanzaro il convegno UICI, Occhiuto: “Lavoriamo per potenziare i percorsi di inclusione”

Il progetto per lo sviluppo di servizi a favore delle persone cieche pluriminorate, realizzato in attuazione della legge regionale n. 17 del 31 maggio 2019, è giunto alla sua fase conclusiva.

L’iniziativa è stata presentata presso la Sala Oro della Cittadella Regionale, in un incontro che ha visto il coinvolgimento diretto dei vertici dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), rappresentati dal presidente regionale Pietro Testa e dalla consigliera nazionale Luciana Loprete.

L’obiettivo centrale resta il potenziamento dell’autonomia quotidiana e l’abbattimento dell’isolamento sociale che spesso colpisce chi vive con una disabilità visiva complessa.

Il ruolo delle associazioni e la collaborazione istituzionale

Durante il convegno, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato l’importanza del legame tra l’ente pubblico e il terzo settore per rispondere concretamente alle necessità dei cittadini. Il modello adottato punta sulla capacità delle associazioni di intervenire con maggiore tempestività e competenza rispetto alle strutture burocratiche tradizionali.

“Sono diverse le attività che sviluppiamo con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, questo è un progetto che ormai si è consolidato nel corso degli anni e che dà la possibilità di assistere tante famiglie, di costruire percorsi di inclusione sociale e lavorativa, non attraverso la pubblica amministrazione che, a volte, al suo interno, non ha le risorse, le energie e il personale qualificato per farlo, ma proprio attraverso le associazioni che sono più prossime al bisogno e che quindi sanno come intervenire per rendere meno complicata la vita di chi ha una disabilità ed è costretto a vivere in condizioni nelle quali è negata la propria autonomia quotidiana” ha dichiarato il governatore.

Sviluppo dei diritti e abbattimento delle barriere

Il percorso intrapreso mira a colmare un vuoto istituzionale che in passato ha generato un senso di abbandono nelle famiglie. Il concetto di sussidiarietà diventa quindi lo strumento cardine per promuovere una cultura dei diritti che includa l’accesso al mondo del lavoro e il miglioramento della qualità della vita.

“Si chiama sussidiarietà e per questo sono molto riconoscente all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedeti e alle altre associazioni. Conosciamo tante storie quotidiane di sofferenza, di isolamento, anche di senso di abbandono da parte delle istituzioni. Con questi progetti colmiamo questo vuoto e mi aspetto ulteriori proposte per potenziare tutti i percorsi di inclusione sociale, di avvio al mondo del lavoro per gli ipovedenti, di rafforzamento della cultura dei diritti all’inclusione e all’autonomia, che non sempre è presente in questa regione” ha aggiunto Occhiuto.

Le sfide future riguardano in particolare la formazione scolastica e la rimozione degli ostacoli fisici presenti sul territorio. Secondo il presidente della Regione, il lavoro deve proseguire per aumentare il numero dei percorsi facilitati e migliorare la sensibilità sociale. “Mi riferisco al lavoro che ancora bisogna fare per abbattere le barriere architettoniche, per potenziare il numero dei percorsi per ipovedenti e la formazione nelle scuole. Questo dimostra il livello di civiltà di una pubblica amministrazione e di una società” ha concluso il governatore.