Il sindaco Sandro Principe e la Giunta Comunale di Rende hanno espresso profonda commozione per la scomparsa di Marta Petrusewicz, figura centrale nel panorama intellettuale contemporaneo.
Storica appassionata e studiosa capace di superare i confini accademici per tradurre la ricerca in impegno civile, la professoressa Petrusewicz ha rappresentato un ponte culturale tra realtà distanti, lasciando un’impronta significativa nella comunità scientifica e nella vita amministrativa della città.
Una vita tra ricerca storica e impegno civile
La biografia di Marta Petrusewicz racconta il percorso di una studiosa che ha vissuto a cavallo di tre mondi. Nata nella Polonia dell’Oltrecortina, scelse di abbandonare il proprio Paese in dissenso con il regime autoritario filosovietico. La sua carriera l’ha portata successivamente negli Stati Uniti, dove ha insegnato in prestigiosi atenei come Princeton e la City University di New York, per poi approdare in Italia. Presso l’Università della Calabria è stata protagonista di una stagione accademica e culturale d’eccezione, segnata anche dal legame con il compagno di vita e di lotte Franco Piperno, scomparso esattamente un anno fa.
Il contributo al Meridionalismo e l’impegno amministrativo
All’interno dell’Unical, la professoressa ha sviluppato una visione innovativa del Meridionalismo. Grazie al suo sguardo cosmopolita, è riuscita a rileggere la storia del Sud Italia con originalità, confrontandola con le dinamiche globali. Oltre all’attività di ricerca, Petrusewicz ha messo la sua intelligenza al servizio della cosa pubblica, ricoprendo il ruolo di Assessore alla Cultura nel Comune di Rende dal 2017 al 2023. In questi anni si è distinta come animatrice instancabile, dedicando particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni di ricercatori.
L’ultimo saluto al Castello Svevo
Per onorare la memoria di una donna definita dall’Amministrazione come dotata di “raffinata intelligenza e sensibilità”, è stata predisposta la sede per l’ultimo commiato. La cerimonia si terrà sabato 7 febbraio, alle ore 10,30, presso il Castello Svevo nel centro storico di Rende. La scelta del luogo, oggi sede del Museo Bilotti, risponde al profondo legame affettivo che la storica nutriva per l’antico edificio, già sede municipale.



