La situazione lungo gli argini del fiume Crati torna a farsi critica a causa delle intense precipitazioni atmosferiche degli ultimi giorni.
Il timore dei residenti che abitano nelle vicinanze del corso d’acqua, in particolare nelle contrade di Thurio e Ministalla, è palpabile. Si tratta di aree che portano ancora i segni delle devastanti inondazioni avvenute nel 2018 e nel 2019, eventi che hanno seriamente compromesso la tenuta delle barriere naturali e artificiali.
Da anni la popolazione locale attende interventi risolutivi da parte della Regione Calabria che, nonostante gli impegni assunti in passato, non sono ancora stati portati a termine.
Il monitoraggio del gigante d’acqua e l’allerta della Protezione Civile
L’attenzione resta alta soprattutto dopo le ultime comunicazioni riguardanti la gestione dei flussi idrici. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, sta seguendo da vicino l’evoluzione della situazione meteorologica e l’impatto sui livelli del fiume. Il monitoraggio del “gigante d’acqua” è costante, con livelli che hanno raggiunto circa i 3,90 metri. L’allerta è stata ulteriormente alimentata dalla necessità di gestire la portata degli affluenti che confluiscono nel letto principale del Crati.
«Ieri sera sono stato avvisato dalla Protezione Civile Regionale della necessità di aumentare la portata di una diga sull’Esaro, che tramite il Coscile finisce nel Crati» ha dichiarato Flavio Stasi. Il Primo Cittadino ha confermato di aver attivato immediatamente le procedure di controllo e di aver informato i cittadini della valle per garantire la massima prudenza.
Ritardi nei lavori e interventi d’emergenza comunali
Oltre alla gestione dell’attuale ondata di maltempo, resta aperta la questione dei lavori strutturali promessi e mai realizzati. Il Comune ha dovuto sopperire in autonomia alle mancanze degli enti superiori per proteggere i centri abitati e le attività produttive della zona. La critica politica si concentra sui tempi della burocrazia e sulla mancata attuazione dei piani di difesa del suolo che avrebbero dovuto essere conclusi già da diversi anni.
«Mi sono permesso di far notare, per l’ennesima volta, che il fiume continua ad erodere, che dei lavori di messa in sicurezza del Commissario Straordinario nemmeno l’ombra e che l’unica vera protezione famiglie, case ed aziende è la barriera che ha fatto il Comune, in emergenza, nel 2021» ha ribadito Stasi. Secondo quanto riferito, le opere previste dal Commissario avrebbero dovuto vedere la luce entro il 2021, ma la realtà dei fatti vede ancora gli argini in condizioni di estrema fragilità.
«Spero che qualcuno se ne accorga prima che sia tardi» ha concluso il sindaco, precisando che le operazioni di soccorso e messa in sicurezza sono attive anche su Salice e Ricota Grande, dove è stato dato indirizzo di intervenire con opere d’urgenza per prevenire ulteriori danni.



