L’avanzata inesorabile del mare lungo il litorale calabrese torna al centro del dibattito politico regionale. La consigliera del Partito Democratico, Rosellina Madeo, ha depositato un’interrogazione riguardante il fenomeno dell’erosione costiera nel Tirreno cosentino, evidenziando come infrastrutture vitali per il territorio siano ormai prossime al punto di rottura.
Il focus del documento si concentra sulla necessità di un cambio di rotta nella gestione del dissesto idrogeologico, passando da una logica di emergenza a una di prevenzione strutturale.
Infrastrutture strategiche a rischio nel tratto Capo Bonifati-Amantea
Il settore compreso tra Capo Bonifati e Amantea viene identificato come uno dei tratti più critici dell’intero versante tirrenico. In quest’area, la forza delle mareggiate minaccia direttamente la strada statale 18 e la linea ferroviaria, arterie fondamentali per il collegamento della Calabria con il resto d’Italia. Oltre ai trasporti, a rischio risultano essere i lungomari, le opere pubbliche e le numerose attività balneari che rappresentano il cuore economico e sociale delle comunità locali.
“La prevenzione, con la tecnologia e le conoscenze odierne, diventa ancor più importante della cura” ha dichiarato la consigliera Madeo, sottolineando la gravità della situazione. “Ho depositato un’interrogazione per chiedere lo stato reale degli interventi con un focus sulla linea ferroviaria tirrenica, più volte messa a rischio da mareggiate imponenti. Correre ai ripari dopo non può e non deve essere la soluzione”.
Cambiamenti climatici e criticità della governance regionale
La riflessione di Madeo si estende anche alle mutazioni climatiche che stanno interessando il Meridione, con fenomeni meteorologici sempre più estremi e frequenti. La consigliera ha evidenziato come la Calabria stia assumendo tratti climatici continentali, con piogge intense che aumentano la pressione su fiumi e mari. Davanti a questo scenario, la risposta della Regione Calabria viene definita insufficiente e frammentata.
“Meno passerelle istituzionali per la conta dei danni e più azioni concrete, soprattutto investimenti, affinché gli eventi metereologici avversi non ci colgano totalmente impreparati” ha incalzato l’esponente dem. “La Regione sta mostrando evidenti difficoltà nel controllo del fenomeno, delegando ai singoli Comuni gli interventi relativi alla porzione di litorale di competenza avallando una gestione frammentata e priva di visione globale del problema”.
Il divario tra fondi disponibili e fabbisogno reale
Un altro punto centrale dell’interrogazione riguarda le risorse finanziarie messe in campo. Secondo quanto riportato, esiste una netta sproporzione tra la disponibilità economica e le necessità del territorio. Nella programmazione 2021–2027, i fondi stanziati per l’erosione costiera ammontano a 73.000.000 euro, a fronte di un fabbisogno teorico per il dissesto idrogeologico regionale che la stessa Giunta stima intorno ai 600.000.000 euro.
Il documento si conclude con una richiesta di immediato cambio di passo nella governance regionale. Secondo Madeo, il ricorso sistematico a tavoli tecnici e ordinanze emergenziali non è più idoneo a fronteggiare il peggioramento delle condizioni del litorale. La richiesta è quella di politiche tangibili e coraggiose per evitare che la forza del mare finisca per “inghiottire” definitivamente la tratta ferroviaria e il futuro economico della zona.



