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Maltempo in Calabria, Orrico contro Occhiuto: “Tagliati i fondi e assenza in commissione ambiente”

Il dibattito politico sulla gestione del territorio calabrese si accende a seguito dell’audizione in Commissione Ambiente alla Camera dei deputati.

Al centro delle polemiche, la mancata partecipazione del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a un incontro focalizzato sulla situazione emergenziale post-ciclone Harry.

La deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico, ha espresso dure critiche per l’assenza dei vertici politici regionali, sottolineando come la Calabria sia rimasta senza rappresentanza in un confronto che ha visto invece la partecipazione di Sicilia e Sardegna.

Il nodo delle risorse e i tagli del governo

L’attenzione della parlamentare pentastellata si è rivolta in particolare alla drastica riduzione dei finanziamenti previsti per la sicurezza del suolo. Secondo quanto dichiarato da Orrico, le scelte dell’esecutivo nazionale avrebbero penalizzato pesantemente il territorio calabrese in una fase delicata.

“Nell’ultima legge di Bilancio il governo ha tagliato il 95 per cento dei fondi sul dissesto idrogeologico destinati alla Calabria: cosa ne pensa il presidente Occhiuto?”, ha affermato la deputata, mettendo in discussione l’adeguatezza delle risorse attualmente disponibili. Orrico ha inoltre chiesto chiarimenti sull’eventuale impiego di fondi regionali: “Oltre ai 33 milioni erogati dall’esecutivo evidentemente insufficienti, la Regione Calabria intende intervenire con fondi propri per dare ristori immediati a imprese e famiglie a seguito dei danni del ciclone Harry?”.

La polemica sui Fondi di Coesione e il Ponte sullo Stretto

Un altro punto di frizione riguarda la gestione dell’erosione costiera e la destinazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC). Il riferimento è alle attività turistiche colpite dal maltempo, che rappresentano una risorsa economica fondamentale per la regione.

“Molte attività turistiche, le stesse immagino di cui il presidente ha parlato alla Borsa internazionale del Turismo, erano collocate proprio dove la furia del ciclone si è abbattuta: a che punto stanno gli investimenti in tal senso?”, ha domandato Orrico, collegando la carenza di interventi alla scelta di finanziare altre opere infrastrutturali. L’affondo politico si è fatto più netto in merito alle priorità di spesa: “Probabilmente, adesso, quei 300 milioni di euro dei Fondi di Coesione dirottati sul Ponte sullo Stretto avrebbero potuto far comodo”.

L’urgenza di risposte di fronte al cambiamento climatico

La necessità di un cambio di passo nella gestione delle emergenze ambientali è stata ribadita come una priorità non più rimandabile, specialmente a causa dell’aumento di eventi meteorologici estremi. La critica si è conclusa con un richiamo alla responsabilità istituzionale e alla concretezza amministrativa.

“La cura dei nostri territori è un obbligo imprescindibile, soprattutto alla luce dell’intensificarsi di fenomeni atmosferici estremi sempre più frequenti dovuti ai cambiamenti climatici”, ha concluso Anna Laura Orrico, precisando che “occorre impegno ed occorrono risposte concrete al di là delle buone intenzioni manifestate”.