Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è recato presso i Laghi di Sibari e in contrada Lattughelle per constatare di persona gli effetti della devastante esondazione del fiume Crati.
Nella serata di ieri, la pressione delle acque ha causato la rottura dell’argine in almeno 5 punti differenti, secondo quanto emerso dai rilievi tecnici effettuati dalla Protezione Civile regionale.
L’area, duramente colpita dal fango e dai detriti, è attualmente al centro di un massiccio dispiegamento di forze per gestire le conseguenze immediate dell’evento. Durante la visita, il governatore è stato accompagnato dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, dal sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini, dal dirigente della Protezione Civile Domenico Costarella e dal commissario del Consorzio di Bonifica Giacomo Giovinazzo, oltre che dai rappresentanti delle Forze dell’ordine.
Gli interventi e la fase della ricostruzione
Nel corso del confronto con gli amministratori locali e i tecnici presenti sul campo, è stato evidenziato il lavoro di coordinamento avviato dalla Regione sin dalle prime ore successive alla rottura degli argini. La priorità resta il monitoraggio costante del territorio e la messa in sicurezza dei tratti più vulnerabili del corso d’acqua.
Il presidente Roberto Occhiuto ha voluto sottolineare la determinazione delle istituzioni nel voler affrontare con rapidità il post-emergenza, dichiarando che “la volontà è quella di garantire il massimo impegno da parte degli organi regionali, soprattutto nella fase che si aprirà già da domani e che sarà decisiva: quella della ricostruzione, del ripristino della sicurezza e del sostegno concreto a cittadini, imprese agricole e attività colpite”.
Sostegno alle imprese e al territorio
La presenza dei vertici regionali intende rappresentare un segnale di vicinanza verso una comunità impegnata in una prova estremamente complessa. Particolare attenzione è stata rivolta al settore agricolo, spina dorsale dell’economia locale, che ha subito danni ingenti a causa dell’allagamento dei terreni e delle strutture produttive.
Le operazioni di ripristino mirano non solo a riparare le falle negli argini del Crati, ma anche a pianificare interventi strutturali che possano prevenire futuri episodi di simile portata. La fase operativa dei prossimi giorni sarà fondamentale per quantificare le risorse necessarie e avviare i primi contributi destinati alla ripresa delle attività economiche e alla tutela dei residenti delle zone colpite.



