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Emergenza abitativa a Catanzaro: negato il cambio alloggio a famiglia con gravi disabilità

Una situazione di grave disagio fisico e burocratico colpisce Concetta Mancuso, vedova e madre di due figlie residenti in un alloggio Erp di via Mattia Preti, a Catanzaro.

Dal 2017 la famiglia occupa un appartamento al quarto piano di uno stabile privo di ascensore, nonostante le due giovani siano affette da atassia cerebellare. Tale patologia comporta gravi problemi di deambulazione, frequenti cadute e l’impossibilità di mantenere l’equilibrio, condizioni certificate dall’invalidità civile con indennità di accompagnamento e dal riconoscimento dell’handicap grave ai sensi della legge 104.

La battaglia legale per un’abitazione accessibile

La richiesta formale per ottenere un cambio alloggio risale al 29 aprile 2024. La signora Mancuso ha evidenziato come l’attuale collocazione impedisca alle figlie di accedere in sicurezza alla propria abitazione. Un ulteriore sollecito è stato inviato il 27 gennaio 2026, con il supporto dell’avvocato Pitaro e la notifica al Prefetto di Catanzaro, segnalando nello specifico la disponibilità di un immobile libero situato al piano terra dello stesso edificio, che richiederebbe solo minimi interventi di manutenzione.

Il 6 febbraio 2026, il Comune di Catanzaro ha tuttavia respinto l’istanza. Nonostante l’ente abbia riconosciuto l’esistenza della domanda inoltrata quasi due anni prima, ha negato il trasferimento ignorando le necessità urgenti del nucleo familiare.

Le violazioni della normativa regionale e costituzionale

Il diniego opposto dall’amministrazione comunale appare in contrasto con la legge regionale n. 32/1996. L’articolo 43 di tale norma stabilisce infatti che le domande di cambio alloggio debbano seguire un ordine di priorità basato sull’inidoneità dell’immobile a garantire condizioni di salute dignitose, specialmente in presenza di portatori di handicap motori. Gli articoli 45 e 27 rafforzano questo principio, prevedendo la precedenza assoluta per le famiglie con disabili nella scelta e nell’assegnazione degli alloggi.

“È manifestamente antigiuridica e illegittima la condotta del Comune di Catanzaro che, pur riconoscendo la richiesta avanzata due anni fa, continua a negare il diritto al cambio dell’alloggio”, ha dichiarato l’avvocato Pitaro. Secondo il legale, il comportamento dell’ente violerebbe anche gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione, che pongono a carico della Repubblica la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità.

Diffida al Comune e possibile intervento della Procura

L’amministrazione comunale, nelle figure del sindaco e del dirigente del Settore Politiche sociali, ha ricevuto una formale diffida ad assegnare un alloggio idoneo entro dieci giorni. La richiesta punta al reperimento di una soluzione facilmente raggiungibile che ponga fine all’isolamento forzato delle due figlie della signora Mancuso.

In assenza di un riscontro positivo entro i termini stabiliti, la difesa ha annunciato il ricorso all’Autorità giudiziaria e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro per accertare eventuali responsabilità penali o amministrative. È stato inoltre sollecitato un intervento ispettivo da parte del Prefetto per garantire il rispetto dei diritti fondamentali della famiglia.