HomeAttualitàSanità in Calabria, Occhiuto a Palazzo...

Sanità in Calabria, Occhiuto a Palazzo Arnone: “Il commissariamento è stato un fallimento”

A Cosenza, la cornice di un Palazzo Arnone gremito ha ospitato la presentazione del libro “Pensare la sanità. Terapie per la sanità malata”, scritto da Luca Antonini e Stefano Zamagni.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Premio Sila in collaborazione con la Fondazione Scuola Forense, si è trasformato in un esame approfondito dello stato di salute del sistema sanitario nazionale, con un focus particolare sulle criticità del territorio calabrese. Il dibattito, coordinato dall’avvocato Enzo Paolini, ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo giuridico e istituzionale.

Il peso dei tagli e il valore costituzionale delle cure

Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, ha aperto l’incontro evidenziando come le difficoltà odierne siano il risultato di scelte politiche stratificate nel tempo. Citando Hannah Arendt, ha parlato di una “banalità del male” derivante dall’assenza di pensiero strategico nella gestione delle risorse.

«Tra il 2012 e il 2019 sono stati operati circa 40 miliardi di euro di tagli alla sanità» ha dichiarato Antonini, spiegando che tali riduzioni si avvertono solo a distanza di anni sotto forma di carenza di personale e tecnologie obsolete. Il giurista ha poi ribadito un principio sancito dalla Consulta: «La spesa sanitaria è una spesa costituzionalmente necessaria. Non può essere trattata come una voce qualunque di bilancio. È prioritaria rispetto a tutte le altre voci di bilancio».

Il fallimento del commissariamento in Calabria

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo nella sua duplice veste di governatore e commissario alla Sanità, ha espresso un giudizio severo sulla gestione esterna imposta dallo Stato per oltre un decennio. Riprendendo le tesi di Antonini, Occhiuto ha sottolineato come il commissariamento sia stato un fallimento certificato anche dalla Corte Costituzionale.

«Per anni la sanità calabrese è stata accentrata e governata da commissari nominati dal Governo nazionale, spesso inviati in Calabria anche sulla base di un pregiudizio: l’idea che qui fosse tutto malaffare» ha affermato Occhiuto. Il presidente ha poi spostato l’attenzione sulla necessità di riforme strutturali, proponendo incentivi per i medici che operano in zone disagiate e citando il successo di una manifestazione di interesse che ha visto l’adesione di 53 medici calabresi pronti a rientrare e circa 180 professionisti stranieri.

Il ruolo del privato accreditato e l’universalità del diritto

Il tema della cooperazione tra pubblico e privato è stato affrontato da Michele Vietti, presidente nazionale Acop, il quale ha ricordato che la sanità privata accreditata è a tutti gli effetti parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale. Vietti ha lanciato un allarme sulla sostenibilità economica delle strutture, ferme a tariffe bloccate da oltre dieci anni.

«I Drg e le tariffe per le strutture accreditate sono ferme al 2011-2012» ha spiegato Vietti, evidenziando un divario retributivo che rischia di svuotare le cliniche convenzionate di personale qualificato nel giro di pochissimo tempo.

Da remoto è intervenuto il giurista Oliviero Diliberto, che ha richiamato l’importanza della riforma del 1978 come pilastro della democrazia sociale. «Il principio di universalità non deve essere messo in discussione. La sanità non è una merce, è un diritto fondamentale» ha dichiarato Diliberto. Interpellato sulla legittimità di un commissariamento lungo quindici anni, il giurista ha definito la situazione «paradossale» e «fuori dal buon senso».

Nuove prospettive e proposte operative

L’incontro si è concluso con l’esposizione di soluzioni concrete per il futuro. Tra queste, la necessità di aumentare la quota del Fondo sanitario nazionale destinata alla prevenzione, attualmente ferma al 3%, e il progetto del “taxi sanitario” illustrato da Occhiuto per garantire il trasporto dei pazienti verso i centri di cura attraverso fondi europei.

In chiusura, Enzo Paolini ha auspicato un approccio bipartisan e tecnico, simile a quello dell’Assemblea costituente, per affrontare l’urgenza sanitaria nazionale. La serata ha confermato l’interesse della cittadinanza per un tema che, oltre ai numeri del bilancio, tocca direttamente la dignità e la vita delle persone.