Il recente ondata di maltempo che ha colpito il territorio calabrese ha riportato al centro del dibattito politico e sociale la fragilità delle infrastrutture nelle Serre Cosentine.
Il sindaco di Mendicino, Irma Bucarelli, è intervenuta con fermezza per analizzare le criticità emerse nel post alluvione, ponendo l’accento sulla necessità di interventi strutturali non più rimandabili. La riflessione del primo cittadino muove dai disagi quotidiani per arrivare a una questione di vitale importanza: l’accesso ai servizi sanitari di emergenza in un territorio che rischia l’isolamento.
Il collasso delle infrastrutture e i collegamenti interrotti
Le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno causato il cedimento di snodi vitali per la circolazione dell’area urbana e dei comuni limitrofi. In particolare, la chiusura di due assi viari fondamentali ha paralizzato la mobilità locale. Via Acherunthia è stata interessata da frane e smottamenti che hanno compromesso il manto stradale, mentre sulla Strada Provinciale 81, nel tratto tra Mendicino, Cerisano e Fontanesi, si è verificato il crollo parziale del ponticello di collegamento tra Tivolille e Pianetto di Cerisano.
Queste chiusure hanno generato ingorghi e attese estenuanti per lavoratori e famiglie, mettendo in luce la carenza di sottoservizi adeguati e la debolezza di assi viari realizzati senza una visione di lungo periodo. Il sindaco Bucarelli ha ricordato di aver già segnalato la necessità di fondi urgenti per la messa in sicurezza di direttrici strategiche come Viale della Concordia e Serra Spiga, sottolineando come la situazione attuale sia diventata insostenibile per un comprensorio che conta oltre 20.000 abitanti.
Il nodo della sanità e l’ipotesi dell’ospedale a nord
Il punto focale dell’intervento di Irma Bucarelli riguarda il futuro della sanità provinciale e la localizzazione del nuovo ospedale. Il sindaco ha posto un interrogativo cruciale sulla sicurezza dei cittadini nel caso in cui la struttura ospedaliera di riferimento venisse realizzata nell’area nord, a Rende.
“Ma la domanda che dobbiamo porci è un’altra: se oggi l’ospedale di riferimento fosse a nord, realizzato a Rende, cosa accadrebbe in caso di emergenza sanitaria per un cittadino delle Serre Cosentine? Sarebbe necessario ricorrere all’elisoccorso per garantire un diritto fondamentale come quello alla salute?” ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando il rischio che i tempi di percorrenza dilatati dai blocchi stradali possano trasformarsi in una minaccia per la vita stessa dei pazienti.
Le richieste per la messa in sicurezza del territorio
Per evitare che il territorio resti isolato, l’amministrazione di Mendicino invoca risposte concrete e rapide. Le priorità indicate riguardano la creazione di una viabilità veloce e sicura verso nord e lo stanziamento immediato di risorse per il ripristino delle strade danneggiate. Parallelamente, viene richiesto un potenziamento della medicina territoriale attraverso la creazione di Case della Salute e Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) operative 24 ore su 24.
Il sindaco ha concluso il suo intervento sottolineando che la sicurezza e il diritto alla mobilità sono pilastri che non possono più attendere, lanciando un appello ai colleghi amministratori affinché si faccia fronte comune per ottenere interventi strutturali definitivi.



