Un importante successo operativo della Polizia Penitenziaria ha caratterizzato la giornata del 19 febbraio 2026 presso la Casa Circondariale di Paola.
Il personale in servizio ha intercettato, abbattuto e sequestrato un velivolo a pilotaggio remoto utilizzato per il trasporto illecito di materiale destinato alla popolazione detenuta. L’operazione conferma l’elevata soglia di attenzione mantenuta all’interno dell’istituto calabrese contro le nuove modalità di introduzione di oggetti non consentiti.
Dinamica dell’intercettazione e materiali rinvenuti
Il velivolo è stato individuato durante i regolari servizi di vigilanza grazie a una mirata attività di osservazione e controllo predisposta dal Reparto. L’intervento tempestivo ha permesso di neutralizzare il drone prima che potesse completare la consegna prevista. All’interno del carico sono stati rinvenuti un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, telefoni cellulari e altro materiale proibito dal regolamento penitenziario.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), ha commentato l’accaduto sottolineando il valore dell’azione: “L’operazione è maturata nell’ambito di una mirata attività di osservazione e controllo predisposta dal Reparto. Il velivolo è stato individuato durante i servizi di vigilanza e immediatamente neutralizzato prima che potesse completare la consegna”.
Frequenza degli episodi e professionalità del personale
L’evento registrato il 19 febbraio non risulta isolato, ma si inserisce in un contesto di costante pressione operativa. Solo pochi giorni prima, infatti, un analogo intervento si era concluso con successo nel medesimo istituto di Paola. Questa continuità operativa evidenzia la capacità del personale di adattarsi a strategie di introduzione sempre più sofisticate.
Il leader del Sappe ha espresso il proprio plauso per l’efficacia della risposta dei reparti: “L’episodio assume particolare rilievo perché avviene a pochi giorni da un analogo intervento conclusosi con successo nello stesso istituto. Ciò dimostra la costante pressione operativa esercitata dalla Polizia Penitenziaria e la capacità di adattarsi a nuove e sofisticate modalità di introduzione illecita di droga e telefoni all’interno delle carceri”.
Le richieste per la sicurezza e il potenziamento tecnologico
Nonostante l’efficacia degli interventi manuali, la crescente diffusione dei droni pone sfide strutturali per la sicurezza delle carceri italiane. La necessità di un adeguamento tecnologico e di un rafforzamento delle risorse umane rimane un tema centrale nel dibattito sulla gestione degli istituti di pena.
Capece ha concluso ribadendo l’urgenza di interventi governativi: “È evidente che il fenomeno dei droni rappresenta una sfida crescente per la sicurezza penitenziaria. Per questo ribadiamo la necessità di investimenti urgenti in tecnologie antidroni e nel potenziamento degli organici. Intanto, ancora una volta, la Polizia Penitenziaria ha impedito che droga e telefoni finissero tra i detenuti, tutelando la sicurezza dell’istituto, del personale e dell’intera collettività”.



