Dopo undici anni di attività, la pizzeria A’mmasciata di San Marco Argentano, guidata da Luca Tudda, termina il suo percorso nella forma che il pubblico ha imparato a conoscere.
La decisione, definita dal titolare come sofferta ma lucida, riporta l’attenzione su una delle criticità più profonde della ristorazione contemporanea: l’estrema difficoltà nel reperire figure professionali preparate e disposte ad assumersi responsabilità operative.
Il pizzaiolo ha ufficializzato la scelta sabato 21 febbraio attraverso un video sui propri canali social, spiegando come questa evoluzione sia diventata inevitabile. La crescita del progetto Amonoglu, dedicato alla pizza inclusiva e senza glutine, ha richiesto negli ultimi quattro anni una presenza costante e una riorganizzazione aziendale che non si concilia più con la gestione quotidiana della pizzeria artigianale in assenza di collaboratori validi.
Le ragioni di una scelta necessaria
Le avvisaglie di questa chiusura erano emerse già lo scorso gennaio, quando Tudda, intervistato dal Gambero Rosso, aveva espresso le proprie preoccupazioni in merito alla gestione della manodopera. In quell’occasione, il professionista aveva delineato un quadro complesso, sottolineando come il problema non fosse legato alla proposta economica, ma alla carenza di competenze e serietà nel mercato del lavoro.
«Negli ultimi mesi sto seriamente valutando la possibilità di chiudere la pizzeria, non per mancanza di clienti, ma di personale specializzato. Nello specifico trovare dei pizzaioli è diventato estremamente difficile e non è una questione di paga: sono arrivato a offrire 2.500 euro netti al mese, più possibilità di alloggio, per 6 giorni lavorativi su 7 e solo servizio serale, su una realtà di provincia di circa 8.000 abitanti non paragonabile alle grandi città», aveva dichiarato Tudda al Gambero Rosso. Secondo il pizzaiolo, il modello della pizzeria artigianale è fragile poiché dipende totalmente dal tecnico che sta al banco: «Se quel perno manca e non c’è un “secondo” affidabile, l’alternativa è solo una: o abbassi gli standard oppure ti carichi tutto sulle spalle e quando non riesci più chiudi».
Il futuro focalizzato sulla pizza inclusiva con Amonoglu
Il disimpegno da A’mmasciata permetterà a Luca Tudda di concentrare le proprie energie su Amonoglu, una start-up nata nel 2022 e focalizzata sulla ricerca e produzione di basi per pizza senza glutine di alta qualità. Il progetto è in forte espansione e richiede una dedizione totale, fatta di viaggi e innovazione tecnica.
«Oggi Amonoglu ha bisogno di tutta la mia attenzione, credo fortemente nella pizza inclusiva come valore e ideale e proprio su questo concetto voglio sviluppare il mio nuovo marchio», ha spiegato Tudda, sottolineando come la chiusura della sua storica insegna rappresenti un atto di rispetto verso la clientela e verso il lavoro svolto finora, preferendo fermarsi piuttosto che snaturare l’identità del prodotto offerto per anni.
Il nuovo corso di A’mmasciata
L’insegna A’mmasciata non sparirà del tutto dal panorama di San Marco Argentano. Il locale passerà infatti nelle mani di un nuovo team di gestione che darà vita a un progetto differente. Non verrà più proposta la pizza napoletana certificata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana che portava la firma di Tudda, ma una nuova offerta gastronomica con una propria identità distinta.
La vicenda lascia tuttavia aperto un dibattito più ampio sulla sostenibilità del lavoro nel comparto. «È impensabile questa mancanza di risorse e di risposte adeguate, soprattutto viste le ottime condizioni di offerta, c’è a mio avviso qualcosa di distorto nel sistema che va sistemato, altrimenti situazioni del genere si ripeteranno sempre più frequentemente», ha concluso Tudda, evidenziando la necessità di una riflessione collettiva su formazione e professionalità nel mondo della ristorazione.



