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Emergenza organici nella sanità calabrese: il Si Cobas chiede la stabilizzazione dei precari

Il sindacato Si Cobas Calabria ha indirizzato un appello urgente ai vertici della sanità regionale, richiedendo provvedimenti immediati per la proroga e la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato in scadenza nei prossimi mesi.

La nota è stata inviata al Commissario ad Acta Roberto Occhiuto, al Direttore Generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, e ai direttori generali delle aziende ospedaliere e delle ASP provinciali.

Secondo quanto riportato dal sindacato, il sistema sanitario regionale versa in una condizione critica dovuta a una profonda carenza di personale. I coordinatori Roberto Laudini e Simone Scandale hanno evidenziato la gravità della situazione: “Mancano oltre 5.000 sanitari tra OSS, infermieri e medici, e in molte strutture non si garantiscono i Lea”.

La necessità di percorsi di stabilizzazione per il personale sanitario

La richiesta del Si Cobas riguarda un ampio spettro di figure professionali, dagli operatori socio-sanitari agli infermieri, fino ai tecnici, alle ostetriche e ai fisioterapisti. Il sindacato ritiene che il rinnovo di questi contratti e l’avvio di percorsi di stabilizzazione siano passaggi obbligati per far fronte a fabbisogni di personale che restano costantemente insufficienti.

La permanenza di questi lavoratori è considerata un pilastro per la tenuta del sistema. “Nonostante i piani di fabbisogno, i numeri rimangono sempre insufficienti, e la permanenza del personale sanitario è fondamentale”, spiegano i coordinatori Laudini e Scandale, sottolineando come il contributo dei precari sia determinante per il funzionamento ordinario delle strutture.

Il ruolo dei lavoratori a tempo determinato nella gestione dei servizi

L’apporto del personale a tempo determinato risulta ancora più evidente durante il periodo estivo, quando la necessità di garantire le ferie dei dipendenti di ruolo rischia di compromettere la continuità assistenziale. Strutture di riferimento come l’AOU Renato Dulbecco, l’Annunziata di Cosenza e il GOM di Reggio Calabria, insieme a tutte le aziende sanitarie provinciali, dipendono strettamente dalla presenza dei lavoratori precari per mantenere attivi i servizi.

Il sindacato pone l’accento sulla necessità di un cambiamento strutturale che superi la precarietà, definendo la propria azione come una battaglia per la dignità professionale. “Ogni lavoratore deve affrontare le difficoltà in prima persona, senza paura e timore. Il muro di gomma nella sanità pubblica calabrese può essere abbattuto, ma serve un cambiamento radicale di pensiero”, dichiarano i rappresentanti sindacali.

La denuncia contro l’uso politico della sanità pubblica

Oltre alle rivendicazioni contrattuali, il Si Cobas Calabria solleva una critica nei confronti della gestione politica del comparto sanitario, accusata di guardare ai lavoratori come a un potenziale bacino elettorale. La nota sindacale ribadisce l’impegno a difesa di un sistema pubblico che sia indipendente da logiche di potere esterno.

“La politica specula sui lavoratori perché vede un bacino di voti, ma noi persone libere camminiamo a testa alta e lotteremo sempre per difendere i diritti dei lavoratori e garantire una sanità pubblica libera e non ostaggio dei poteri forti”, hanno concluso Laudini e Scandale, ribadendo la volontà di proseguire nella mobilitazione per ottenere giustizia sociale per tutto il comparto.