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Medici cubani in Calabria: il Circolo Sierra Maestra insorge contro le pressioni degli Stati Uniti

Si solleva una dura polemica riguardo ai recenti sviluppi diplomatici che interessano la sanità calabrese e i rapporti internazionali.

Il Circolo «Sierra Maestra» di Catanzaro ha espresso una ferma condanna nei confronti di quella che viene definita come una forma di ingerenza senza precedenti nella gestione amministrativa regionale. Al centro della contestazione vi è l’incontro tra l’Incaricato d’Affari degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, e il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Secondo quanto riportato dal collettivo, l’obiettivo del colloquio sarebbe stato l’esercizio di pressioni finalizzate a interrompere la missione dei medici cubani operanti sul territorio calabrese. Questa iniziativa diplomatica viene descritta come un atto vergognoso, superiore per gravità persino alle consuete attività dell’Ambasciatore statunitense in Italia.

Il ruolo dei medici cubani nel sistema sanitario regionale

Il contributo dei professionisti giunti dall’isola caraibica viene considerato fondamentale per la tenuta del servizio sanitario in Calabria. La popolazione locale avrebbe mostrato ampio apprezzamento per l’operato del contingente medico, la cui presenza è interpretata come un esempio di solidarietà internazionalista.

Il Circolo Sierra Maestra sottolinea come l’intervento dei medici cubani sia stato essenziale per rispondere alle necessità di una sanità pubblica giudicata stremata da anni di riduzione delle risorse in favore del settore privato. Mentre viene mossa un’accusa verso le politiche estere degli Stati Uniti, Cuba viene indicata come un modello che esporta professionalità medica in tutto il mondo anziché conflitti.

Denuncia dell’imperialismo e sostegno a Cuba

La nota del circolo catanzarese inserisce la vicenda calabrese in un contesto geopolitico più ampio, richiamando la dottrina Monroe e le tensioni che coinvolgono diversi paesi dell’America Latina, tra cui Brasile, Colombia, Messico, Nicaragua e Venezuela. Viene citata in particolare la situazione del Venezuela e le azioni intraprese dall’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Donald Trump, descritte come aggressioni a stati sovrani.

In risposta a queste dinamiche, è stata annunciata la prosecuzione delle mobilitazioni contro il bloqueo imposto dagli Stati Uniti a Cuba. L’organizzazione ribadisce il proprio sostegno incondizionato alla resistenza del popolo cubano, confermando l’impegno nel denunciare ogni attacco rivolto all’integrità della missione medica e alla sovranità dell’isola.