Arrivano novità determinanti per i titolari di assegno ordinario di invalidità (Aoi) calcolato integralmente con il sistema contributivo. Attraverso la circolare n. 20 del 25 febbraio 2026, l’Inps ha ufficialmente recepito le indicazioni della Corte Costituzionale, estendendo finalmente la possibilità di integrazione al trattamento minimo anche a questa categoria di beneficiari. Si tratta di una modifica di grande rilievo che sana un vuoto normativo sollevato dai giudici costituzionali, i quali avevano giudicato irragionevole l’esclusione dei lavoratori “nuovi iscritti” da una forma di protezione sociale così fondamentale.
Questa evoluzione normativa si traduce concretamente in un potenziale aumento dell’importo mensile per molti cittadini, che potranno vedere la propria prestazione economica salire fino alla soglia del trattamento minimo stabilito annualmente dalla legge. La novità non riguarda però solo il futuro: l’apertura dell’Inps permette infatti di presentare domanda di riesame per tutte quelle istanze che in passato erano state respinte proprio perché il richiedente rientrava nel metodo contributivo. In questo modo, chi aveva ricevuto un diniego potrà ora ottenere l’adeguamento della propria posizione economica.
L’assegno ordinario di invalidità resta una prestazione dedicata a chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisiche o mentali. Per accedervi è necessario aver maturato almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nell’ultimo quinquennio. Con questa nuova circolare, l’istituto garantisce una maggiore equità sociale, assicurando che la tutela della disabilità non sia penalizzata dal metodo di calcolo della pensione.



