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Trump vuole sanzionare la Calabria: il nodo dei medici cubani

La gestione della sanità pubblica in Calabria finisce al centro di un delicato caso internazionale che vede contrapposte le necessità assistenziali della regione e le direttive di politica estera degli Stati Uniti.

Il nodo del contendere riguarda la presenza dei medici cubani, giunti sul territorio per sopperire alle gravi carenze organiche che affliggono ospedali e pronto soccorso calabresi. L’amministrazione americana, guidata dal presidente Donald Trump, ha manifestato una netta opposizione a questa collaborazione, sollevando lo spettro di possibili sanzioni.

La minaccia, veicolata attraverso l’ambasciatore Hammer e il console Flynn, si inserisce nel quadro del lungo embargo commerciale che gli Stati Uniti impongono all’isola caraibica. Secondo quanto emerso, i rappresentanti di Washington avrebbero esercitato pressioni affinché il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, interrompa l’invio di ulteriore personale sanitario da Cuba, pena ripercussioni legate ai protocolli internazionali di sanzionamento.

La posizione di Cantiere Laboratorio e le critiche alla politica

Sulla vicenda è intervenuta con forza l’associazione Cantiere Laboratorio, che già tre anni fa aveva preso posizione in occasione di analoghe rimostranze sollevate dall’allora presidenza Biden. L’associazione descrive la situazione attuale come gravissima, sottolineando come la sanità calabrese versi in uno stato disastroso, segnato da liste d’attesa interminabili e dal rischio concreto di chiusura per numerosi reparti essenziali. In questo contesto, l’apporto dei camici bianchi cubani viene definito come una boccata d’ossigeno indispensabile per evitare il collasso del sistema.

Dure sono le accuse rivolte alla classe politica italiana, tacciata di un silenzio servile e complice di fronte a quello che viene percepito come un atto di ingerenza esterna. L’associazione mette nel mirino in particolare le formazioni politiche che si richiamano al sovranismo: “Quei partiti che quotidianamente sbavano di sovranismo di cartone per raccattare un consenso, per ordine del padrone a stelle e strisce, e salvaguardare la loro ricca poltrona, non hanno nulla da dire in merito alla colonia Italia?”.

Le rivendicazioni per il diritto alla cura

Il dibattito sollevato da Cantiere Laboratorio non riguarda solo la sovranità decisionale delle autorità regionali, ma investe direttamente il diritto alla salute dei cittadini. L’associazione contesta il ruolo degli Stati Uniti come censore delle politiche locali calabresi, criticando aspramente la pretesa di Washington di sostituirsi a chi ha il compito di risolvere i problemi cronici del territorio.

“Come associazione culturale, e sicuri di interpretare la stragrande maggioranza del popolo calabrese, auspichiamo una sanità degna di questo nome, un servizio che assicuri cure ed eccellenze nella nostra Regione”, conclude la nota. La richiesta è che la politica locale e nazionale esca dallo stato di inerzia per affrontare l’esasperazione della popolazione, garantendo che nessuno debba più morire per l’impossibilità di accedere a cure tempestive e adeguate.