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Attacco preventivo di Israele contro l’Iran: dichiarato lo stato di emergenza

Israele ha avviato un’operazione militare preventiva sul territorio iraniano con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare le minacce dirette verso il Paese.

L’annuncio è giunto dal ministro della Difesa, Israel Katz, il quale ha contestualmente proclamato lo stato di emergenza immediato su tutto il territorio nazionale. La popolazione è stata allertata dalle sirene mentre il Comando del Fronte Interno ha invitato i civili a mantenere la massima vicinanza ai rifugi antiaerei. Secondo diverse fonti locali, l’azione bellica potrebbe essere il risultato di un coordinamento strategico con gli Stati Uniti.

Seconda ondata di attacchi su Teheran e obiettivi governativi

Dopo le prime incursioni, una seconda ondata di attacchi, descritta come un’operazione congiunta israelo-americana, ha colpito siti nevralgici nella capitale iraniana. Tra i bersagli figurano il quartier generale dell’intelligence, il palazzo presidenziale e altre infrastrutture governative chiave. Testimoni oculari e il quotidiano Shargh hanno riferito di una densa colonna di fumo sprigionatasi dal quartiere di Teheran che ospita la residenza della Guida Suprema. In merito alla sicurezza dei vertici iraniani, l’agenzia Reuters ha comunicato che l’ayatollah Ali Khamenei è stato trasferito in una località protetta.

Chiusura dello spazio aereo e restrizioni per i civili

La ministra dei Trasporti, Miri Regev, ha disposto la chiusura totale dello spazio aereo israeliano per garantire la sicurezza dei voli e agevolare le operazioni militari. Parallelamente, il portavoce dell’esercito ha chiarito che il suono delle sirene è servito a mantenere elevato lo stato di allerta, sebbene al momento non sia stata imposta la permanenza continuativa nei rifugi.

Le linee guida del Comando del Fronte Interno hanno subito modifiche sostanziali a partire dalle prime ore del mattino. Sono state sospese tutte le attività scolastiche e vietati gli assembramenti, inclusi quelli nei luoghi di lavoro. Le uniche eccezioni riguardano i settori vitali e le attività ritenute essenziali per il funzionamento dello Stato in questa fase di crisi.