Buone notizie per le famiglie calabresi che faticano a far quadrare i conti: la Regione ha dato il via libera al progetto “Una casa per tutti”. Fortemente voluta dal presidente Roberto Occhiuto, la misura mette in campo 9 milioni di euro per sostenere chi si trova in condizioni di fragilità economica e rischia di perdere la propria abitazione.
L’assessore al Welfare, Pasqualina Straface, ha presentato i dettagli operativi del piano, sottolineando come la casa non sia solo un tetto, ma la base necessaria per l’autonomia e l’integrazione sociale di ogni individuo.
I dettagli del contributo: quanto spetta?
Il sostegno economico è pensato per garantire la continuità abitativa e si articola in quote mensili:
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Contributo base: fino a un massimo di 300 euro al mese per il pagamento del canone di locazione.
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Bonus Disabilità: un’integrazione di 50 euro extra (per un totale di 350 euro) per i nuclei familiari con persone disabili (ai sensi della Legge 104/90).
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Equità: L’importo erogato sarà sempre proporzionato al valore reale dell’affitto pagato.
Chi può richiederlo? I requisiti
Per accedere alla misura, i richiedenti devono possedere i seguenti requisiti:
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Residenza o domicilio in Calabria.
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Contratto di locazione regolarmente registrato (sono escluse le case di lusso, categorie A1, A8 e A9).
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ISEE non superiore a 17.000 euro.
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Cittadinanza: Italiana, UE o, per i cittadini extra-UE, possesso di regolare titolo di soggiorno.
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Nessuna proprietà: Non bisogna essere titolari di altri immobili ad uso abitativo in Calabria.
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Esclusioni: Il bonus non spetta a chi vive in case popolari (ERP) o a chi percepisce già la “Quota B” dell’Assegno di Inclusione (destinata proprio all’affitto).
Nota importante: Il contributo non è retroattivo. Non verranno rimborsate mensilità già pagate prima della pubblicazione del bando.
Non solo un aiuto economico: l’Inclusione Attiva
Il progetto non si limita a staccare un assegno. Per mantenere il beneficio, i destinatari dovranno partecipare a percorsi di inclusione sociale attiva, come i Progetti Utili alla Collettività (PUC), organizzati dai servizi sociali dei Comuni in base alle esigenze del territorio.
Come e quando fare domanda
La gestione pratica è affidata agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
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La procedura: La Regione sottoscriverà a breve degli accordi con i vari ATS.
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I bandi: Solo dopo la firma di questi accordi, ogni Ambito pubblicherà il proprio avviso pubblico.
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Scadenza: Sarà possibile presentare domanda solo dopo la pubblicazione dei singoli bandi locali. Gli ATS si occuperanno di valutare le domande, verificare i requisiti ed erogare materialmente i fondi.



