Il potenziale della tecnologia applicata alla salute resta ancora inespresso nel comune di Cassano, dove la telemedicina, pur essendo presente sulla carta, non risulta operativa.
La denuncia arriva direttamente da Francesco Garofalo, portavoce del Comitato spontaneo di cittadini per la tutela della salute pubblica, il quale evidenzia come presso il poliambulatorio locale la strumentazione dedicata alla radiologia sia visibile a tutti, ma di fatto inutilizzata senza che ne siano note le cause ostative.
Secondo quanto dichiarato da Garofalo, la risoluzione di questa situazione di stallo potrebbe arrivare dal nuovo commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, Vitaliano De Salazar. “Effettuare la diagnosi di un esame radiologico a distanza, grazie all’utilizzo di un sistema di telegestione, consentirebbe di avere un referto sicuro e attendibile in tempo reale”, ha sottolineato il portavoce, ribadendo come tale sistema permetterebbe al tecnico sanitario di inviare le immagini al radiologo per una telediagnosi immediata.
I vantaggi della teleradiologia per pazienti e sistema sanitario
L’adozione effettiva di questi protocolli digitali porterebbe benefici tangibili su più fronti. Per l’utenza, l’impatto principale riguarderebbe la rapidità della diagnosi, evitando trasferimenti faticosi e garantendo tempestività soprattutto nelle situazioni di urgenza. Per il sistema sanitario, la messa in rete delle risorse professionali ottimizzerebbe la disponibilità dei medici, assicurando parità di trattamento anche a chi risiede lontano dai grandi centri ospedalieri.
Oltre alla diagnostica standard, la procedura codificata prevede anche il teleconsulto e la teleconsulenza. Mentre il primo favorisce il confronto tra medici distanti per definire terapie specifiche, la seconda permette di richiedere pareri qualificati su casi clinici di particolare complessità. “Quello della telegestione nella diagnostica per immagini potrebbe fare da apripista anche ad altri ambiti, come la cardiologia o la diabetologia”, ha aggiunto Garofalo, guardando a una visione più ampia della medicina territoriale.
Carenza di personale e necessità di una nuova organizzazione territoriale
La questione tecnologica si intreccia con una cronica carenza di organico che affligge la struttura da lungo tempo. Nella nota diffusa dal comitato si segnala infatti che da oltre cinque anni il servizio è privo di un responsabile medico radiologo. Questa assenza comporta spesso l’impiego del personale tecnico in altri presidi, depotenziando ulteriormente l’offerta sanitaria locale.
“Attivare il servizio significherebbe una organizzazione della medicina territoriale più rispondente”, ha concluso Garofalo. La richiesta rivolta ai vertici dell’Asp di Cosenza è dunque quella di superare i limiti burocratici o tecnici che impediscono il funzionamento della telemedicina a Cassano, trasformando una dotazione presente in un servizio realmente fruibile per la cittadinanza.



