Il primo segnale di speranza per i cittadini italiani coinvolti nella crisi mediorientale è arrivato sulla pista dell’aeroporto di Fiumicino alle ore 21:26. Un Boeing 737 della compagnia Oman Air, decollato da Mascate, ha riportato a casa 127 connazionali che erano rimasti bloccati in Oman o che erano riusciti a transitare dagli Emirati Arabi grazie a un’operazione di assistenza coordinata dalla Farnesina e dalle rappresentanze diplomatiche di Abu Dhabi e della capitale omanita. I passeggeri, visibilmente provati, sono stati accolti al Terminal 3 pochi minuti dopo lo sbarco, segnando l’inizio di un complesso piano di evacuazione che vede impegnato il Ministero degli Esteri in una corsa contro il tempo.
La macchina dei soccorsi si prepara ora alla tappa più delicata prevista per la giornata di domani, quando un volo speciale sulla tratta Abu Dhabi-Milano riporterà in Italia circa 200 studenti minorenni. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, seguendo da vicino ogni fase dell’operazione, ha confermato che la sicurezza dei cittadini resta la priorità assoluta, pur sottolineando l’enorme portata della sfida logistica. Attualmente, infatti, nell’area del Golfo si trovano oltre 70.000 italiani, tra cui 20.000 residenti in Israele e circa 30.000 presenze, tra stabili e temporanee, concentrate nei soli poli di Dubai e Abu Dhabi.
Le testimonianze dirette descrivono una realtà spettrale, simile a un lockdown forzato dove le scuole restano chiuse, le strade sono deserte e il silenzio è interrotto solo dai rumori di sottofondo delle operazioni militari. Anche personalità del mondo dello spettacolo, come la cantante Luisa Corna, si sono ritrovate intrappolate negli Emirati dopo la cancellazione dei voli di linea, descrivendo un clima di profonda insicurezza e tensione. La preoccupazione cresce anche negli istituti scolastici italiani, come il liceo Sant’Anna di Torino, che attende con ansia il rientro dei propri allievi bloccati nella città emiratina.
Le difficoltà operative sono accentuate dalle restrizioni tecniche e di sicurezza. Poiché le compagnie europee e i velivoli militari non schermati non possono sorvolare le zone a rischio, la Farnesina sta facendo affidamento sui vettori dei paesi del Golfo, come Oman Air, Etihad ed Emirates. Mentre a Fiumicino si contano decine di voli cancellati verso il Medio Oriente, si cerca di sbloccare anche la situazione dei croceristi sulla nave MSC Euribia, ferma nel porto di Dubai. Nel frattempo, si registrano odissee personali cariche di tensione, come quella di due cittadini marchigiani che sono riusciti a raggiungere l’Oman fuggendo da Dubai con un’auto a noleggio e proseguendo per alcuni chilometri a piedi pur di mettersi in salvo.



