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Precari Ministero della cultura, M5S Calabria insiste: “Rinnovo dei contratti e stabilizzazione subito”

Il destino di circa 300 professionisti del Ministero della Cultura è al centro di una nuova iniziativa parlamentare.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento al Decreto Pnrr, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, richiedendo il rinnovo dei contratti e la stabilizzazione definitiva per i lavoratori rimasti esclusi dai recenti provvedimenti governativi.

I profili coinvolti riguardano figure strategiche per la tutela del territorio: archeologi, architetti, esperti di beni culturali e addetti alla vigilanza. Dal primo marzo scorso, questi professionisti risultano privi di copertura contrattuale, una situazione che i rappresentanti pentastellati definiscono come una esclusione colpevole operata dall’esecutivo.

Crisi dei poli museali: il caso del Museo Capialbi di Vibo Valentia

Le ripercussioni della mancata proroga si stanno già manifestando con una drastica riduzione dei servizi all’utenza. Numerosi musei e soprintendenze sono stati costretti a ridimensionare le proprie attività a causa della carenza di organico. Una delle situazioni più critiche riguarda il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia.

Presso la struttura vibonese, l’organico è passato da 15 a soli 6 dipendenti. Questa contrazione ha obbligato la direzione a concentrare le aperture settimanali in soli due giorni, limitando l’accesso ai visitatori esclusivamente durante il fine settimana. Tale scenario rappresenta un ostacolo per il rilancio turistico della città, che vede penalizzato il proprio patrimonio culturale. Disagi analoghi sono stati segnalati anche nei siti di Locri, Stilo e Reggio Calabria.

Le critiche alle scelte di spesa del Governo

I parlamentari Riccardo Tucci, Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino, insieme alle consigliere regionali calabresi Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, hanno espresso una dura posizione politica sulla vicenda. Secondo gli esponenti del M5S, l’esclusione di questi lavoratori prima dalla Legge di Bilancio e successivamente dal decreto Milleproroghe riflette una precisa visione politica.

“Un segnale chiaro di come questo Governo continui a considerare la cultura un settore marginale, quasi uno spreco”, dichiarano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle in una nota congiunta. La critica si estende anche alle priorità finanziarie del Paese: “Un atteggiamento che contrasta con altre scelte di spesa pubblica, come il settore delle armi, per il quale invece le risorse sembrano non mancare mai”.