Il sistema di soccorso calabrese finisce al centro di un’aspra polemica politica che solleva dubbi sulla tenuta dei Livelli essenziali di assistenza nella regione.
Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto, per denunciare una situazione definita allarmante: il 70% dei turni delle Postazioni di emergenza territoriale (Pet) risulta attualmente demedicalizzato. La carenza strutturale di camici bianchi a bordo dei mezzi di soccorso sta trasformando quello che dovrebbe essere un intervento salvavita in un semplice trasporto sanitario, privando i cittadini di diagnosi tempestive e terapie d’urgenza sul posto.
Le incognite sul passaggio dei dipendenti ad Azienda Zero
L’atto ispettivo si focalizza sulla transizione organizzativa che prevede il trasferimento di 1.243 operatori del 118 dalle cinque Asp provinciali verso Azienda Zero. Sebbene l’obiettivo dichiarato dal governo regionale sia l’efficientamento e l’uniformità delle prestazioni su scala regionale, l’opposizione contesta l’efficacia della manovra in assenza di un piano di nuove assunzioni.
“È necessario sapere come Azienda Zero intenda garantire la risposta ai bisogni di salute della popolazione calabrese in condizioni di emergenza-urgenza, considerato che oggi la maggioranza delle postazioni territoriali opera senza medico e se questo dato sia pienamente noto alla Giunta regionale e al commissario ad acta” ha dichiarato Enzo Bruno. Il consigliere ha inoltre chiesto chiarimenti sulle strategie per reclutare il personale mancante, ricordando come i bandi per le zone carenti del 118 pubblicati dalle aziende sanitarie calabresi siano rimasti deserti per cinque anni consecutivi.
Rischi medico-legali e pressione sui pronto soccorso
Oltre alla qualità dell’assistenza, l’interrogazione solleva il delicato tema delle responsabilità legali in contesti critici. La mancanza di figure mediche nelle situazioni di emergenza pone interrogativi su chi debba farsi carico delle decisioni cliniche e delle manovre terapeutiche complesse. Il timore espresso è che un servizio territoriale depotenziato finisca per riversare un volume insostenibile di accessi impropri sui pronto soccorso degli ospedali, già provati da croniche carenze di organico e sovraffollamento.
L’esponente di minoranza chiede alla Giunta di chiarire se ritenga che le prestazioni salvavita possano essere delegate a personale non medico e quali strumenti si intendano adottare per evitare che la gestione delle emergenze avvenga in contesti di rischio sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.
La richiesta di un tavolo tecnico per il rilancio del 118
Per superare lo stallo e garantire la tutela del diritto alla salute, la proposta avanzata punta sulla concertazione tra le parti coinvolte. L’obiettivo è definire con chiarezza tempi e risorse del nuovo assetto organizzativo regionale, evitando che la riforma rimanga un cambiamento puramente burocratico.
“È necessario istituire un tavolo tecnico paritetico tra Regione, Azienda Zero, organizzazioni sindacali e rappresentanti della comunità medica per definire un piano organizzativo del sistema 118 che garantisca davvero la presenza del medico nelle postazioni territoriali” ha concluso Bruno nell’interrogazione. La richiesta mira a stabilire un cronoprogramma certo per il ripristino della copertura medica nelle Pet, elemento ritenuto indispensabile per la sicurezza dei cittadini calabresi.



