L’attività di controllo del territorio all’interno del Parco Nazionale del Pollino ha portato alla luce un grave episodio di gestione illecita delle risorse forestali in località Milari, nel territorio comunale di Orsomarso.
I militari del Nucleo Carabinieri Parco di Papasidero, coordinati dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Pollino, hanno condotto un’ispezione mirata su un cantiere di taglio boschivo che ha svelato una serie di irregolarità amministrative e penali, culminate con il deferimento di tre persone alla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Sconfinamenti e assenza di iscrizione all’albo regionale
Le verifiche effettuate sul campo hanno permesso di accertare che le operazioni di abbattimento degli alberi non erano rimaste circoscritte alle aree autorizzate dal committente. Gli accertamenti tecnici hanno infatti evidenziato come il taglio si fosse esteso a particelle boschive di proprietà altrui, configurando l’ipotesi di sconfinamento e taglio abusivo.
Oltre alla violazione dei confini, i controlli documentali hanno fatto emergere una carenza strutturale nell’organizzazione dell’attività: la ditta esecutrice non risultava iscritta all’apposito Albo regionale della Calabria. Tale requisito è obbligatorio per tutte le imprese che operano nel settore boschivo sul territorio regionale e la sua mancanza aggrava la posizione del titolare sotto il profilo delle responsabilità di legge.
Deturpamento ambientale e modifiche della viabilità
Il quadro delineato dai Carabinieri Forestali si è arricchito di ulteriori elementi critici riguardanti l’integrità del paesaggio. Durante il sopralluogo è stata rilevata una modifica dello stato dei luoghi dovuta alla presenza di una sede stradale non censita nei documenti ufficiali presentati per l’inizio dei lavori. Sono attualmente in corso approfondimenti per stabilire se tale tracciato sia una preesistenza non dichiarata o una nuova opera realizzata senza i nulla osta necessari in un’area di altissimo pregio naturalistico come la valle del fiume Argentino.
Sequestro della legna e provvedimenti giudiziari
A conclusione dell’accertamento, i militari hanno proceduto al sequestro della legna già tagliata e rinvenuta nell’area di cantiere. Il titolare dell’impresa boschiva deve rispondere di lavori eseguiti in assenza di autorizzazione in zona sottoposta a vincolo ambientale e di violazioni della normativa nazionale sulle aree protette. Insieme a lui, la posizione di altri due operai è al vaglio degli inquirenti della Procura di Castrovillari per definire il rispettivo coinvolgimento nelle irregolarità riscontrate nel cuore dell’ecosistema tutelato.



