La comunità di Corigliano Rossano si prepara a rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti della propria tradizione popolare.
Domenica 15 marzo 2026, l’agriturismo Il Giardino di Iti, situato nelle contrade Amica e Iti, ospiterà la Festa di San Giuseppe. L’evento, che intreccia fede, memoria storica e convivialità, è promosso dal Comitato Festa San Giuseppe con il costante impegno della famiglia Campana, custode da anni di questa antica usanza.
Le radici storiche del rito familiare
Il significato profondo della manifestazione risiede in una vicenda privata divenuta patrimonio collettivo. Giuseppe Campana tramanda infatti il ricordo del ritorno a casa del nonno dalla guerra, avvenuto proprio nel giorno dedicato al Santo. L’uomo rientrò quasi irriconoscibile agli occhi della madre, segnando un momento di profonda commozione che diede origine a un gesto di gratitudine e devozione. Da quel nucleo di storia familiare è nata una consuetudine radicata nella vita della comunità, trasformandosi in un rito di ringraziamento aperto a tutti.
Il programma delle celebrazioni e la passeggiata nel verde
La giornata prevede un inizio dedicato al contatto con il territorio. Alle ore 10,00 è fissato il raduno al Casino di Iti per una passeggiata organizzata dal Club Trekking – Gruppo CAI Corigliano Rossano, pensata per unire natura e socialità. Successivamente, alle ore 11,00, il baricentro della festa si sposterà nel piazzale dell’agriturismo per la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco don Clemente Caruso, che rappresenterà il cuore spirituale della manifestazione.
U ’mmit e San Giusepp’ e la condivisione a tavola
Il momento centrale della ricorrenza scatterà alle ore 12,30 con “U ’mmit e San Giusepp’”, l’antico invito comunitario. Seguendo una tradizione ultracentenaria, la famiglia Campana offrirà ai presenti, per voto devozionale, i piatti simbolo della cultura contadina, tra cui le classiche “tagghjarin e cic’r”. Per favorire lo spirito di ospitalità, verranno allestiti tavoli all’aperto dove i partecipanti potranno contribuire alla tavola comune portando “a sporta”, ovvero prodotti e pietanze da condividere con gli altri commensali.
La Festa di San Giuseppe si conferma così un rituale che supera la dimensione puramente religiosa per farsi custode della memoria e del senso di appartenenza locale. Grazie al lavoro del Comitato e alla passione dei promotori, la ricorrenza continua a rappresentare un punto di incontro generazionale per l’intera area urbana.



