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Nuova impennata dei carburanti, il diesel oltre i 2 euro: la Calabria tra le regioni più care

Il monitoraggio dei prezzi alla pompa evidenzia una nuova impennata per i listini dei carburanti in Italia.

Nella giornata di martedì 24 marzo 2026, il costo medio nazionale del gasolio in modalità self service ha superato la soglia psicologica dei 2 euro, attestandosi a 2,019 euro al litro. Questo valore rappresenta un incremento di 3,5 centesimi rispetto alle rilevazioni di lunedì 23 marzo. L’aumento appare generalizzato su quasi tutto il territorio nazionale, con l’unica eccezione delle Marche, dove il prezzo medio si è fermato a 1,994 euro al litro.

La mappa dei rincari regionali e il caso Calabria

L’analisi territoriale mostra una pressione particolarmente elevata nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia guida la classifica dei rincari con un prezzo medio di 2,035 euro al litro, seguita da Calabria e Molise, entrambe a quota 2,034 euro al litro. Anche al Nord e nelle zone montane si registrano picchi significativi, con la Valle d’Aosta a 2,031 euro al litro e la Lombardia che raggiunge i 2,030 euro al litro. Per quanto riguarda la benzina, l’incremento è stato più contenuto, con una media nazionale self di 1,737 euro al litro. In questo comparto, la Basilicata risulta la regione più cara con 1,766 euro al litro, seguita dalla Calabria a 1,760 euro. Sulla rete autostradale le tariffe subiscono un ulteriore rialzo, con il gasolio che tocca i 2,080 euro al litro e la benzina i 1,796 euro al litro.

Le contestazioni del Codacons sulle dinamiche di mercato

I dati diffusi dal Codacons, basati sulle rilevazioni ufficiali del Mimit, pongono l’accento su alcune incongruenze nelle oscillazioni dei prezzi. L’associazione ha espresso forti perplessità riguardo alla tempestività e alla giustificazione di tali rialzi. In una nota del 24 marzo 2026, il Codacons ha dichiarato che “fortissimi rincari su tutta la rete si registrano nonostante nella giornata di lunedì 23 marzo le quotazioni del petrolio abbiano segnato un calo del 10%, a dimostrazione delle anomalie che caratterizzano il comparto dei carburanti in Italia”.

L’impatto limitato del taglio delle accise

Un altro punto critico sollevato riguarda l’efficacia delle misure di contenimento adottate a livello governativo. Nonostante la riduzione delle accise pari a 24,4 centesimi al litro, il beneficio percepito dagli automobilisti appare inferiore alle attese. Secondo le analisi dell’associazione dei consumatori, il prezzo del gasolio rispetto ai valori precedenti al decreto risulta oggi inferiore di soli 8,4 centesimi al litro. Questo scostamento indica che una parte consistente del taglio fiscale non si è trasferita interamente sul prezzo finale al consumo, lasciando incertezza sulle future evoluzioni strutturali dei listini.