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Tensioni in Comune a Crotone, il primo cittadino a processo dopo la lite con il consigliere Ioppoli

La vicenda che ha visto coinvolti il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il consigliere comunale Ernesto Ioppoli si sposta dal piano del confronto istituzionale a quello giudiziario.

La Procura di Crotone ha infatti disposto il decreto di citazione a giudizio per il primo cittadino, accusato di percosse a seguito di un episodio avvenuto il 27 ottobre 2025. L’udienza è stata fissata per il prossimo 10 giugno davanti al giudice di pace.

La ricostruzione dell’episodio nella sede della Provincia

I fatti contestati si sono verificati durante una riunione istituzionale tenutasi presso i locali della Provincia di Crotone. L’incontro, promosso dall’allora presidente dell’ente Sergio Ferrari, oggi consigliere regionale, aveva come oggetto la discussione di un progetto comunale per la realizzazione di 24 alloggi popolari in via Israele. L’investimento era al centro di forti resistenze politiche, espresse in particolare da Ioppoli, rappresentante di una componente della maggioranza critica verso l’intervento.

Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dal pubblico ministero Umberto Iurlaro, basata sulle indagini condotte dalla Squadra mobile, la tensione tra il sindaco e il consigliere sarebbe degenerata in un contatto fisico. L’imputazione ipotizza che Voce abbia colpito Ioppoli alle spalle utilizzando mani e avambracci, fino a sferrare un presunto calcio al fianco sinistro.

Versioni contrastanti e testimonianze agli atti

Il procedimento si fonda su ricostruzioni divergenti riguardo alla dinamica dello scontro. Se da un lato il consigliere Ioppoli, assistito dall’avvocato Settimio Ioppoli, ha denunciato un’aggressione caratterizzata da pugni e calci, le testimonianze raccolte dagli inquirenti offrirebbero una versione parzialmente diversa. Alcuni presenti avrebbero infatti descritto un’azione a mani aperte, escludendo l’uso dei piedi.

La difesa del sindaco, affidata all’avvocato Roberto Coscia, respinge le accuse nelle loro formulazioni più gravi. Nonostante il capo d’imputazione riguardi un’ipotesi di lieve gravità, il caso ha avuto ripercussioni politiche significative nei mesi scorsi, portando il sindaco a presentare dimissioni che sono state successivamente ritirate. Il dibattimento di giugno dovrà ora stabilire l’esatta natura dei fatti e le eventuali responsabilità penali.