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Prezzi folli per le vacanze pasquali: rincari fino al 112% per chi viaggia in pullman

Le festività pasquali di quest’anno si inseriscono in un contesto di forti incertezze politiche ed economiche che influenzano pesantemente le scelte di mobilità delle famiglie.

Tra conflitti internazionali che minano la sicurezza e un aumento generalizzato dei costi, varcare i confini nazionali appare sempre più complesso. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, i rincari colpiscono ogni mezzo di trasporto, rendendo proibitivi soprattutto i collegamenti aerei e ferroviari rispetto all’anno precedente.

La scelta degli italiani: vacanze di prossimità e ospitalità

Le stime indicano che circa 3,8 milioni di famiglie, pari a una su sette, trascorreranno la Pasqua fuori dalle mura domestiche. La stragrande maggioranza, oltre il 96%, ha scelto di rimanere entro i confini italiani. La tendenza prevalente è quella di affidarsi all’ospitalità di parenti e amici o di optare per soluzioni extra-alberghiere come bed and breakfast, agriturismi e appartamenti in affitto, nel tentativo di contenere le spese. Gli spostamenti riguardano in gran parte studenti e lavoratori fuori sede in rientro verso i luoghi d’origine.

Trasporti: rincari a doppia cifra per voli e treni

Il confronto con la Pasqua 2025 evidenzia una crescita marcata dei prezzi in tutti i settori. Chi sceglie l’aereo deve fare i conti con un aumento medio del 23%, ma su alcune tratte internazionali la situazione è critica: il collegamento Milano-Londra ha registrato picchi superiori all’80%, mentre per Parigi l’incremento tocca il 73%. Anche il trasporto su rotaia non è immune da questa tendenza, con i biglietti dei treni che costano mediamente l’11% in più rispetto allo scorso anno. Per chi si sposta in auto, l’erosione del taglio delle accise a causa di fenomeni speculativi ha portato la benzina a costare il 4% in più e il diesel il 26% in più rispetto a dodici mesi fa.

Il divario tra periodi ordinari e festivi

L’analisi di Federconsumatori si concentra anche sulla differenza di prezzo tra un weekend ordinario di marzo e quello pasquale, portando alla luce variazioni percentuali impressionanti.

I voli nazionali vedono un rincaro medio del 67%, con la tratta Torino-Palermo che schizza al 131%. I treni subiscono aumenti medi del 47%, raggiungendo punte del 65% sulla tratta Milano-Bologna. Il pullman, pur confermandosi il mezzo più economico in termini assoluti, è quello che subisce le variazioni percentuali più pesanti: i prezzi salgono mediamente del 72%, con il caso limite della Roma-Cosenza, dove la tariffa pasquale è superiore del 112% rispetto a quella di un fine settimana normale.

La richiesta di intervento alle autorità

Di fronte a questo scenario, Federconsumatori sottolinea la necessità di un monitoraggio più stretto sui sovrapprezzi, spesso non giustificati da un miglioramento della qualità del servizio, frequentemente segnato da ritardi.

“Riteniamo che, in una fase di rincari come quella attuale, è arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi, che spesso si accompagnano spesso a ritardi e disservizi. Per questo torniamo chiedere un intervento delle Autorità competenti per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione sui prezzi dei trasporti in occasione delle festività”.