L’esecutivo serra i ranghi e respinge le ipotesi di instabilità seguite all’esito referendario. Attraverso gli interventi dei due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, la maggioranza delinea una strategia comune basata sulla continuità della legislatura e sulla protezione del sistema economico nazionale, pur manifestando sfumature diverse riguardo al rapporto con le istituzioni europee.
La stabilità interna e le priorità economiche secondo Tajani
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha approfittato del Forum della Cucina italiana a Manduria per intervenire sulla tenuta della coalizione. In collegamento con Bruno Vespa, il titolare della Farnesina ha riconosciuto che ogni risultato negativo comporta inevitabilmente dei contraccolpi, ma ha invitato a non disperdere energie in dibattiti sterili sul dopovoto. Il focus deve restare sulla crescita del Paese e sulla salvaguardia delle imprese di fronte alla crisi energetica.
L’obiettivo indicato da Tajani è quello di blindare la tenuta economica attraverso la riduzione della pressione fiscale e l’incremento del Pil. “Nessuno pensa a elezioni anticipate” ha dichiarato il Ministro, sottolineando come la priorità assoluta sia evitare che le dinamiche politiche interferiscano con il percorso di sviluppo economico già avviato.
Il fronte compatto sulla durata della legislatura
Sulla stessa linea si è posto Matteo Salvini, intervenendo a un evento organizzato da Il Giornale a Milano. Il Ministro dei Trasporti ha voluto sgomberare il campo da ogni dubbio circa la solidità dell’alleanza, assicurando che il governo arriverà alla fine naturale del mandato senza esitazioni. Secondo il vicepremier, la navigazione dell’esecutivo prosegue dritta, rigettando qualsiasi scenario di crisi che possa compromettere le riforme e i progetti infrastrutturali in corso.
Le divergenze con Bruxelles e l’attacco ai vincoli europei
Se il clima interno appare di sostanziale concordia, i toni cambiano quando l’attenzione si sposta sulle politiche dell’Unione Europea. Salvini ha espresso critiche severe nei confronti della Commissione, sollecitando un cambio di rotta immediato su temi cruciali. Il leader della Lega ha chiesto la sospensione istantanea del Green Deal e delle regole del Patto di Stabilità, definendo le attuali normative comunitarie come bizzarrie o capricci ideologici non sostenibili nel contesto geopolitico odierno.
Il vicepremier ha lamentato una mancanza di rapidità e buonsenso da parte di Bruxelles, evidenziando come i vincoli esterni rischino di danneggiare il tessuto produttivo e occupazionale italiano. Mentre Tajani punta sulla concentrazione interna per far crescere l’economia, Salvini identifica nelle restrizioni europee il principale ostacolo da rimuovere per garantire la sicurezza energetica e la stabilità dei conti pubblici.



