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Cosenza, Mancini: «I crolli nel centro storico non sono una fatalità»

Il recente cedimento di un palazzo situato su via Giuseppe Campagna ha riacceso con forza i riflettori sulle condizioni di fragilità del cuore antico di Cosenza.

L’episodio ha innescato un’ampia discussione pubblica, alimentata anche dai contributi video diffusi sui social da Giacomo Mancini, esponente della direzione del PD Calabria. Attraverso una narrazione strutturata in tre momenti distinti, l’analisi si sposta dalla cronaca del singolo evento alla ricerca di una prospettiva politica e amministrativa di lungo periodo per il quartiere.

La denuncia dello stato di abbandono

Il punto di partenza della riflessione riguarda la natura stessa degli eventi che colpiscono periodicamente il patrimonio edilizio della città vecchia. Secondo la lettura di Mancini, quanto accaduto in via Campagna non può essere catalogato come un evento isolato o inevitabile.

«Non è una fatalità. È abbandono», viene rimarcato nel primo intervento, sottolineando come la situazione attuale sia la conseguenza di una prolungata carenza di manutenzione e di una scarsa attenzione verso un’area che rappresenta uno dei centri storici più rilevanti del panorama nazionale. L’enfasi viene posta sulla necessità di riconoscere le responsabilità legate alla cura del territorio per evitare che il degrado diventi una condizione cronica.

Dalla logica dell’emergenza alla programmazione

Il dibattito si sposta successivamente sulla disponibilità delle risorse e sulla loro gestione. Il problema principale individuato non risiede nella mancanza di fondi, quanto piuttosto nell’assenza di una strategia organica che permetta di superare la gestione episodica delle criticità.

«Il centro storico cade a pezzi. Non mancano le risorse. Manca la visione», viene evidenziato nel secondo passaggio del ragionamento. L’idea di fondo è che lo sviluppo urbano non debba limitarsi alla dimensione materiale di piazze e strade, ma debba considerare prioritariamente la componente umana e sociale che anima il tessuto cittadino. La sfida proposta è quella di trasformare la gestione della città in un processo di programmazione costante, capace di anticipare i problemi invece di inseguire le emergenze.

Il rilancio del centro storico come motore cittadino

L’ultima fase della riflessione propone un cambio di paradigma: il centro storico non deve essere percepito solo come un insieme di criticità da risolvere, ma come la base per il rilancio dell’intera comunità cosentina. La proposta è quella di individuare una direzione chiara che permetta al quartiere antico di tornare a essere un simbolo di rinascita.

Giacomo Mancini, che vive e ha investito nell’area, riporta le testimonianze raccolte quotidianamente tra i residenti: «Ogni giorno ascolto tante grida di dolore. In queste ore sono se possibile addirittura aumentate. E sono una conferma di quanto questo tema sia sentito». La conclusione che emerge è la richiesta di una presenza istituzionale costante e di una guida che restituisca identità e sicurezza a una parte fondamentale del territorio urbano.