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Effetto guerra sul carrello della spesa, acqua e bibite verso un aumento del 20%

La tensione geopolitica in Medio Oriente minaccia di riversarsi direttamente sulle tasche dei consumatori italiani, colpendo beni di prima necessità come l’acqua minerale e le bevande analcoliche.

Secondo una denuncia presentata dal Codacons, i costi di produzione legati al packaging starebbero subendo impennate tali da lasciar presagire un aumento dei prezzi al dettaglio. Una singola bottiglia da 1,5 litri potrebbe subire un incremento compreso tra i 5 e i 6 centesimi di euro, una variazione apparentemente minima che però, su base annua, si tradurrebbe in una stangata complessiva da 606 milioni di euro per le famiglie italiane.

L’esposto all’Antitrust e le dinamiche del packaging

L’associazione dei consumatori ha deciso di coinvolgere formalmente l’Antitrust, inviando un esposto per verificare la legittimità di tali rialzi e scongiurare possibili fenomeni speculativi. Al centro della vicenda ci sono alcune comunicazioni formali inviate dai produttori di materie plastiche, tappi, etichette e pellicole per imballaggio ai propri clienti. In questi documenti si farebbe riferimento alla necessità di rivedere le condizioni economiche dei contratti in corso, introducendo sovrapprezzi o clausole di adeguamento straordinario.

Stando a quanto emerso dai documenti, diversi operatori del settore del packaging avrebbero richiesto una rinegoziazione immediata dei contratti. In alcuni casi, la comunicazione prevederebbe persino la sospensione delle forniture qualora le nuove condizioni economiche non venissero accettate. Le aziende che imbottigliano acqua minerale, trovandosi di fronte a costi di approvvigionamento molto elevati, avrebbero difficoltà a assorbire internamente i rincari, con il rischio di un trasferimento diretto sui prezzi di vendita.

Possibili carenze di forniture nei supermercati

Le previsioni indicano che l’acqua minerale potrebbe subire un rincaro nell’ordine del 20%, mentre per le bevande analcoliche l’aumento stimato si attesta intorno al 10%. Oltre al fattore economico, preoccupa la tenuta della catena di distribuzione proprio in concomitanza con l’inizio della stagione estiva, periodo in cui la domanda di liquidi aumenta sensibilmente.

Il rischio concreto è che le difficoltà nel reperimento dei polimeri plastici necessari alla produzione delle bottiglie possano causare dei buchi nell’offerta. «Negli ultimi giorni una pluralità di operatori attivi nei settori delle materie plastiche e del packaging abbia trasmesso ai propri clienti comunicazioni accomunate dalla richiesta di revisione delle condizioni economiche dei contratti già in essere mediante l’introduzione di sovrapprezzi, surcharge o clausole di adeguamento straordinario», sottolinea il Codacons, evidenziando come la mancata consegna dei materiali potrebbe portare alla scomparsa di alcuni marchi dagli scaffali dei supermercati.