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Esondazione Crati, Scutellà attacca la Regione: “L’inerzia politica ha prodotto danni gravissimi”

L’esondazione del fiume Crati avvenuta lo scorso febbraio torna al centro del dibattito politico regionale. Elisa Scutellà, consigliera e capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha denunciato quella che definisce una condizione di abbandono della Calabria da parte della Regione sul fronte della prevenzione del dissesto idrogeologico.

Le dichiarazioni sono arrivate a margine di un incontro organizzato dal comitato Guardiani del Crati, durante il quale è emersa la necessità di affrontare con urgenza le criticità che interessano il territorio.

Ritardi nei lavori e criticità infrastrutturali

Secondo quanto esposto dalla consigliera Scutellà, l’evento calamitoso di febbraio non può essere considerato una fatalità. “L’esondazione del Crati avvenuta a febbraio non è stata una fatalità, ma un evento ampiamente prevedibile”, ha affermato l’esponente del M5S, sottolineando come i lavori di messa in sicurezza dell’argine destro risultino ancora fermi nonostante un finanziamento già stanziato di 8.000.000 di euro.

La situazione di stallo avrebbe causato danni significativi nella Piana di Sibari, colpendo i comuni di Cassano all’Ionio e Corigliano-Rossano. Oltre alla mancata manutenzione degli argini, Scutellà ha richiamato l’attenzione sulla gestione della diga di Tarsia e sulla necessità di procedere con la pulizia della foce del fiume. Ulteriori emergenze registrate nel mese di marzo hanno poi aggravato il quadro complessivo, con ripercussioni dirette sulla viabilità e sulle infrastrutture locali.

La richiesta di audizione in IV Commissione

Per fare luce sulla gestione dell’emergenza e programmare interventi futuri, è stata depositata una richiesta formale di audizione in IV Commissione regionale. L’iniziativa mira a coinvolgere direttamente i primi cittadini di Cassano, Corigliano-Rossano, Crosia e Tarsia, insieme ai rappresentanti del comitato Guardiani del Crati.

L’obiettivo del confronto istituzionale è quello di definire un percorso condiviso per la stima dei danni e l’analisi delle proposte tecniche necessarie a mettere in sicurezza l’area. “Bisogna restituire sicurezza ai cittadini, che da troppo tempo vivono con il timore di vedere case e attività travolte da eventi annunciati e mai davvero prevenuti”, ha concluso Scutellà, evidenziando l’urgenza di passare dalla fase dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale.