L’europarlamentare Pasquale Tridico critica duramente il nuovo Piano Regionale dei Trasporti presentato dal presidente Roberto Occhiuto. Al centro della contestazione vi è la gestione dei 33.000.000.000 euro previsti per i prossimi vent’anni, definiti dal capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles come numeri privi di una reale volontà di cambiamento. Secondo Tridico, il documento non opera una scelta localizzativa definitiva sull’Alta velocità, limitandosi a elencare le opzioni tra il corridoio tirrenico e quello autostradale via Tarsia, pur lasciando intendere una preferenza per il primo.
Il nodo del tracciato e l’esclusione di Cosenza e dello Jonio
La critica principale riguarda la natura dell’infrastruttura. Il corridoio tirrenico viene descritto da Tridico non come una vera Alta velocità, ma come un semplice restyling della linea storica. Al contrario, l’asse autostradale che segue l’A2 rappresenterebbe l’unica soluzione capace di competere con il trasporto su gomma, riducendo emissioni e incidenti, in linea con i parametri del corridoio europeo TEN-T Scandinavian-Mediterranean. L’europarlamentare sottolinea come siano già stati spesi 35.000.000 euro per lo studio di fattibilità del tracciato via Tarsia, fondi che ora rischierebbero di rimanere inutilizzati a causa delle decisioni regionali.
«Stiamo costruendo un’Alta velocità in Calabria che bypassa la quasi totalità della provincia di Cosenza, la più grande e popolosa della regione» afferma Tridico, evidenziando come anche oltre 230.000 abitanti del versante ionico sibarita e del crotonese rimarranno esclusi dai grandi assi ferroviari. Questa esclusione è stata oggetto di un’interrogazione alla Commissione europea per violazione dell’articolo 170 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, riguardante le reti trans-europee.
La richiesta di una revisione del piano trasporti
L’accusa rivolta al presidente Occhiuto è quella di una “subalternità politica” nei confronti delle decisioni assunte da Rete Ferroviaria Italiana e dal Governo nazionale. Secondo Tridico, la Regione si sarebbe limitata a recepire le indicazioni tecniche senza esercitare un ruolo di governo e di difesa degli interessi territoriali. L’europarlamentare richiama la necessità di una Calabria connessa alla rete europea anziché chiusa in infrastrutture locali camuffate da grandi opere.
L’appello finale è rivolto a una rimodulazione del Piano per quanto riguarda l’Alta velocità, chiedendo che il tracciato autostradale venga difeso nelle sedi istituzionali competenti, come il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Non è una battaglia campanilistica. È una questione di sviluppo economico, equità territoriale e coerenza con i principi europei di coesione» conclude Tridico.



