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Carburanti: il taglio delle accise prorogato fino al 22 maggio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato la pubblicazione del decreto ministeriale che estende fino al 22 maggio il taglio delle accise sui carburanti. La misura, che sarebbe dovuta scadere nella giornata odierna, punta a mitigare una situazione di forte pressione sui prezzi alla pompa.

L’ultimo rapporto dell’Ufficio studi della Cgia delinea tuttavia uno scenario complesso per il 2026. A seguito delle tensioni energetiche internazionali, si stima che famiglie e imprese italiane dovranno affrontare una spesa supplementare di quasi 29 miliardi di euro per le forniture di luce, gas e carburanti.

I numeri della crisi energetica regionale e nazionale

La voce di spesa più consistente riguarda i carburanti, con un extra costo calcolato in 13,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 20,4% rispetto ai valori del 2015. Seguono i rincari per l’energia elettrica, stimati in 10,2 miliardi (+12,9%), e quelli per il gas naturale, che peseranno per 5 miliardi di euro (+14,6%).

L’impatto economico colpisce in modo particolarmente severo i principali motori produttivi del Paese. In Lombardia si prevede un aggravio complessivo di 5,4 miliardi di euro, con un aumento del 15,1% rispetto al 2025. Pesanti ricadute si registrano anche in Emilia-Romagna, con un incremento di 3 miliardi (+16,1%), e in Veneto, dove i costi saliranno di 2,9 miliardi (+15,8%).

Per quanto riguarda i soli carburanti, con prezzi che nell’ultima settimana si sono stabilizzati intorno ai 2 euro al litro, gli incrementi percentuali più elevati si registrano nel Mezzogiorno. La Basilicata guida questa classifica con un +21,6%, seguita da Campania e Puglia, entrambe con un aumento stimato del 21,3%.

Le proposte per un intervento coordinato dell’Unione Europea

Secondo l’analisi della Cgia, la risposta dei singoli Stati non può essere considerata sufficiente senza una cornice di coordinamento a livello europeo. L’Unione Europea viene sollecitata a intervenire per preservare la stabilità macroeconomica e la coesione sociale, evitando che le disparità nelle capacità fiscali dei vari Paesi alterino la concorrenza nel mercato interno.

Tra le misure auspicate figurano la sospensione temporanea del Patto di Stabilità per le spese legate al contenimento dei costi energetici, l’autorizzazione al taglio dell’Iva sulle bollette e l’introduzione di un tetto al prezzo del gas. Viene inoltre suggerito il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica, oltre a un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle multinazionali del settore.

Valutazione delle misure governative e del Decreto Bollette

Nonostante la tempestività dei provvedimenti adottati, le risorse attualmente stanziate appaiono inadeguate rispetto all’entità degli aumenti previsti. Il Decreto Bollette, recentemente approvato, mette in campo circa 5 miliardi di euro, prevedendo tra le altre cose:

  • Un contributo straordinario fino a 115 euro per le famiglie vulnerabili.

  • L’innalzamento delle soglie Isee per l’accesso ai bonus sociali.

  • La riduzione degli oneri di sistema per le imprese.

  • Interventi per la stabilizzazione dei prezzi e il sostegno alle energie rinnovabili.

Sul fronte dei carburanti, il taglio delle accise introdotto a marzo ha subito una rimodulazione a partire dal 2 maggio, scendendo a 5 centesimi al litro per la benzina e restando invariato per il gasolio. Le proiezioni per il resto dell’anno si basano su un’ipotesi di prezzo medio di 1,950 euro per la benzina e 2,050 euro per il gasolio.