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Scuola e salute mentale, l’appello del Cnddu per tutelare gli studenti dallo stress da esame

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu) esprime una profonda preoccupazione per il crescente disagio emotivo che colpisce gli studenti italiani, in particolare in vista dell’Esame di Stato.

Quella che un tempo era considerata una tappa fisiologica del percorso di crescita, oggi appare sempre più come il riflesso di una fragilità generazionale alimentata da pressioni sociali e culturali senza precedenti. I dati recenti delineano un quadro in cui l’ansia da prestazione e il timore del giudizio non sono più fenomeni isolati, ma segnali di un sistema che richiede una riflessione urgente.

I dati del disagio tra i banchi

Un’indagine condotta dalla piattaforma LeTueLezioni su 200 tutor evidenzia che il 90% degli insegnanti privati riscontra nei maturandi una forte componente emotiva, caratterizzata da paura del colloquio orale e timore di non essere all’altezza. Il 53% dei tutor ha osservato, nell’ultimo quinquennio, un incremento di richieste di supporto finalizzate alla gestione dello stress piuttosto che al recupero di lacune didattiche.

A queste cifre si aggiungono i dati nazionali relativi alla Maturità 2024, dove il 92,6% degli studenti ha dichiarato forte preoccupazione e oltre un terzo ha riferito episodi riconducibili ad attacchi di panico. Il Rapporto AlmaDiploma 2025 conferma questa tendenza: il 55,3% dei diplomati vorrebbe che a scuola si affrontassero temi legati al benessere mentale, mentre quasi la metà del campione richiede strumenti concreti per gestire le fragilità emotive.

Dalla prestazione all’ansia identitaria

Il Cnddu sottolinea come la scuola rischi di trasformarsi in un luogo dove non si valutano solo le competenze, ma il valore stesso della persona. Le analisi di studiosi come Massimo Recalcati, Vittorino Andreoli, Byung-Chul Han e Jonathan Haidt convergono nel descrivere una “società della prestazione” che spinge i giovani a interiorizzare un auto-giudizio continuo. L’iperconnessione digitale e il confronto costante sui social network amplificano il senso di esclusione e la paura del fallimento.

Secondo il Coordinamento, si è passati da un’ansia legata alla singola prova a una vera e propria ansia identitaria. “Il rischio più grave è che il disagio psicologico degli adolescenti venga progressivamente normalizzato”, avverte il Cnddu, sottolineando come insonnia e crisi emotive non debbano essere considerate un costo ordinario della crescita o della competizione scolastica.

Il diritto al benessere psicologico

Per contrastare questa deriva, il Cnddu ribadisce che il diritto all’istruzione deve procedere di pari passo con il diritto al benessere psicologico. Una scuola democratica ha il compito di educare anche alla gestione dell’errore e dell’incertezza, evitando che il merito venga inteso solo in chiave quantitativa.

Le proposte avanzate includono il rafforzamento stabile degli sportelli psicologici negli istituti, l’introduzione di percorsi di educazione emotiva e una formazione specifica per i docenti nella lettura del disagio giovanile. L’obiettivo è restituire alla Maturità il suo valore di rito di passaggio, permettendo ai ragazzi di crescere senza sentirsi definiti esclusivamente dai propri risultati numerici.