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Strage di Modena, le email shock di El Koudri prima della folle corsa: oggi l’udienza di convalida

Il quadro investigativo attorno a Salim El Koudri, il trentunenne accusato di strage e lesioni aggravate per aver travolto sette persone nel centro di Modena, si arricchisce di dettagli significativi. Agli atti dell’inchiesta sono finite quattro email inviate dall’indagato il 27 aprile 2021 a un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I messaggi, concentrati nell’arco di appena un’ora, testimoniano un profondo stato di agitazione e un forte risentimento legato alla propria condizione lavorativa e personale.

Nel primo testo El Koudri scriveva: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poco dopo insisteva con la richiesta “Fatemi lavorare”, per poi sfociare in insulti confessionali nella terza email: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio”. Segguiva infine un parziale pentimento con l’ultima comunicazione: “Mi dispiace per la maleducazione”. La Procura attende l’udienza di convalida del fermo davanti al Giudice per le indagini preliminari, durante la quale l’indagato potrà scegliere se rispondere o avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il bollettino medico e il profilo dell’indagato

Sul fronte sanitario, giungono segnali di miglioramento dall’ospedale di Baggiovara. La cittadina tedesca di 69 anni, che ha subìto la tranciatura degli arti inferiori a causa dell’impatto con la Citroen C3, è stata estubata ed è cosciente. Pur restando in prognosi riservata, la paziente respira spontaneamente. Il quadro generale dei feriti resta comunque critico: su cinque ospedalizzati tra Modena e Bologna, quattro permangono in prognosi riservata. All’Ospedale Maggiore di Bologna si trovano due coniugi italiani di 55 anni in terapia intensiva ma in condizioni stabili, mentre al Civile di Baggiovara è monitorata una cinquantenne polacca, anch’essa grave ma stabile. Un cinquantanovenne italiano ha riportato un trauma facciale giudicato guaribile in 30 giorni.

La ricostruzione della storia personale dell’indagato delinea il profilo di un cittadino italiano dal settembre 2009, giunto nel Modenese con la famiglia nel 2000. La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, ha ricordato il percorso scolastico dell’uomo parlando di “uno studente modello, integrato e del tutto assimilabile ai propri coetanei” alle elementari e alle medie. Dopo il liceo a Modena, El Koudri ha conseguito la laurea in economia aziendale, prima del crollo psicologico che ha preceduto i fatti.

La reazione istituzionale e il dibattito politico

Modena ha risposto alla violenza scendendo in piazza con una manifestazione all’insegna dello slogan “Uniti si vince l’odio”. Le istituzioni hanno manifestato vicinanza ai feriti con le visite ufficiali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni. Il Capo dello Stato ha rivolto un ringraziamento al personale sanitario, mentre la Premier ha reso omaggio a Luca Signorelli, il cittadino che per primo ha bloccato l’aggressore, e a una famiglia di origine egiziana intervenuta durante l’azione.

Sul piano delle motivazioni, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito il gesto un caso di grave disagio psichiatrico. L’episodio ha tuttavia innescato un confronto politico in seno alla maggioranza di governo: il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto la revoca dei permessi di soggiorno e della cittadinanza per chi commette reati, trovando la replica del Vicepremier Antonio Tajani, il quale ha ricordato la realtà giuridica evidenziando che El Koudri è a tutti gli effetti un cittadino italiano.