Il comune di Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, è scosso da un profondo scossone istituzionale. Con una lettera ufficiale protocollata al numero 4.402 in data 10 giugno 2026, il sindaco Vincenzo Rocchetti ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni irrevocabili dalla guida dell’ente.
Una decisione definita dallo stesso primo cittadino come “sofferta e assunta con profondo rammarico”, ma dettata da un inderogabile senso di responsabilità e dall’assenza totale delle condizioni minime di natura politica, finanziaria e istituzionale necessarie a garantire l’attività amministrativa e il decoro urbano.
La missiva, indirizzata al Consiglio Comunale e per conoscenza al Segretario Comunale Francesco Vergara, non lascia spazio a mediazioni politiche e poggia su tre pilastri emergenziali ritenuti ormai insuperabili dal capo dell’esecutivo cittadino.
La crisi del personale e lo stop alle manutenzioni
Il primo grande nodo è legato alla scadenza del prossimo 30 giugno, data che segnerà il capolinea per i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) impiegati presso il Comune. La mancata stabilizzazione e l’impossibilità di contrattualizzare queste unità operative comporteranno, secondo la denuncia del sindaco, il totale svuotamento degli uffici tecnici e operativi. Senza questo personale, l’ente si troverà nell’impossibilità materiale di programmare e garantire la pulizia del territorio e la manutenzione ordinaria. Il primo cittadino ha sottolineato con forza la gravità della situazione affermando: “Non sono disposto a presiedere un’amministrazione condannata alla paralisi strutturale”.
La tensione finanziaria e i rapporti con l’organo di controllo
Il secondo punto d’attrito si consuma sul fronte della gestione finanziaria interna. Rocchetti accusa apertamente l’Organo di Revisione di aver attuato un “ostruzionismo tecnico-finanziario” attraverso continui e reiterati pareri negativi ritenuti immotivati. Secondo la tesi espressa dal sindaco, l’organo di controllo avrebbe travalicato il normale perimetro di verifica contabile, trasformandosi in un blocco paralizzante per variazioni e manovre di bilancio vitali, nonostante la solidità delle soluzioni tecniche formulate dagli uffici finanziari comunali.
L’isolamento istituzionale e le prospettive future
L’affondo finale è rivolto alla politica multilivello. Guardia Piemontese, in quanto ente di prossimità, lamenta di essere stata completamente abbandonata a se stessa nella gestione di questa complessa crisi sociale e strutturale. Le promesse di intervento avanzate nei mesi scorsi dai livelli istituzionali superiori si sarebbero tradotte, a detta del primo cittadino, in un “assordante silenzio normativo e finanziario”.
Ai sensi dell’articolo 53, comma 2 del Decreto Legislativo numero 267 del 2000 (Testo Unico degli Enti Locali), si apre adesso la finestra dei 20 giorni entro la quale le dimissioni diventeranno efficaci e irrevocabili, aprendo ufficialmente la strada al commissariamento prefettizio dell’ente calabrese.



