I colloqui orali dell’Esame di Stato diventano un’occasione di protesta e di proposta per la Rete degli Studenti Medi. L’associazione sta promuovendo in tutta Italia la consegna alle commissioni d’esame di un documento redatto in modo collettivo dai maturandi. Il testo contiene una riflessione approfondita sul sistema di valutazione e sul futuro del modello scolastico, mettendo in luce i limiti strutturali che gli studenti riscontrano nell’attuale formula della maturità.
Le criticità dell’Esame di Stato evidenziate nel testo
Il documento elaborato dai ragazzi individua diversi nodi problematici all’interno del percorso del quinto anno e della stessa prova finale. Tra i punti centrali della critica emergono il peso dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, la struttura del colloquio orale e i nuovi strumenti introdotti di recente.
Nello specifico, nel testo viene contestato il peso della Formazione Scuola Lavoro come requisito di ammissione, un colloquio percepito come una “maxi interrogazione” che privilegia la memorizzazione rispetto alla capacità di collegare e rielaborare i contenuti, il ruolo del Curriculum dello Studente e del Capolavoro nella valutazione finale e le forti pressioni psicologiche legate all’esame.
La richiesta di un modello basato sulla crescita e sul benessere
La consegna del testo proprio durante lo svolgimento dell’orale risponde alla volontà di trasformare l’esame da semplice adempimento burocratico a momento di cittadinanza attiva. L’obiettivo è stimolare i docenti e le istituzioni a considerare le richieste della componente studentesca in merito alla struttura stessa della didattica e dei criteri di giudizio.
“Abbiamo scelto di portare questa riflessione durante il colloquio orale perché crediamo che la scuola debba essere anche uno spazio di partecipazione e confronto. La Maturità è il momento conclusivo di un percorso importante, ma rappresenta anche un’occasione per interrogarsi sul modello di scuola che vogliamo costruire”, spiega Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi.
“Oggi il sistema di valutazione continua a essere troppo legato alla performance e al voto, mentre dovrebbe valorizzare maggiormente il percorso di crescita, il pensiero critico e le competenze sviluppate dagli studenti. Vogliamo aprire una discussione sul futuro della maturità e, più in generale, sul modello di scuola di cui il Paese ha bisogno”, prosegue la coordinatrice.
L’iniziativa punta a riaprire il confronto a livello nazionale sui criteri con cui viene valutato il percorso scolastico dei giovani, chiedendo una scuola più equa, inclusiva e capace di mettere al centro il benessere e la formazione degli allievi.



