La Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al disegno di legge inerente alla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti. Il testo, già approvato dal Senato, ha ottenuto 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni, trasformandosi così in legge.
La norma permette alle persone affette da dipendenza di richiedere di scontare la pena al di fuori delle strutture carcerarie, presso enti e strutture accreditate, seguendo un idoneo percorso terapeutico e socio-riabilitativo. L’accesso al provvedimento non è automatico, ma resta vincolato alla presentazione e all’attenta valutazione del programma di recupero.
Requisiti di pena e modalità di accesso alla misura alternativa
La detenzione domiciliare per motivo di cura può essere richiesta da coloro che devono scontare una pena, anche residua, non superiore a 8 anni. La soglia massima scende a 4 anni nell’ipotesi in cui il titolo esecutivo includa determinati reati ostativi contemplati dall’ordinamento penitenziario, restando tuttavia a 8 anni per le fattispecie di rapina ed estorsione aggravate individuate dal testo di legge. Per i reati non ostativi è inoltre contemplata l’opportunità di accedere a programmi di tipo semiresidenziale da svolgersi in luoghi idonei.
Il commento del ministro Nordio e il piano edilizio penitenziario
Nel corso del question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato di un «provvedimento epocale», stimando che la nuova disciplina potrà riguardare la detenzione alternativa per almeno 10.000 persone. L’orientamento dell’intervento legislativo punta a considerare i tossicodipendenti primariamente come «malati da curare piuttosto che criminali da punire», lasciando comunque fermo il principio dell’esecuzione della pena.
La misura si inserisce nel quadro delle azioni destinate a ridurre la sovrapressione sugli istituti di pena. Il Guardasigilli ha infine richiamato il piano d’intervento per l’edilizia carceraria, orientato alla realizzazione di spazi per circa 10.000 posti detenuto, insieme all’apertura di un nuovo padiglione riservato al regime di 41-bis nell’area del Cagliaritano.



